Gli chiedono cosa gli sia mancato di più rispetto alla sua prima esperienza in Nazionale. E Roberto Mancini non ha dubbi
Ci sono risposte telegrafiche che riescono comunque a raccontare una vita intera.
Dopo la vittoria per 3-1 dell’Italia contro la Turchia, a Bologna, Roberto Mancini si è presentato in conferenza stampa per parlare della partita, della crescita della squadra e di questo nuovo corso azzurro. Poi è arrivata una domanda diversa dalle altre: cosa gli è mancato di più rispetto alla sua prima esperienza sulla panchina della Nazionale?
Mancini si è fermato un istante. E ha risposto:
Luca. Luca Vialli
Tre parole. Nient’altro.
E in sala stampa è scattato l’applauso. Mancini si è emozionato, perché probabilmente non serviva aggiungere altro. In quelle tre parole c’era tutto: l’amico, il compagno di una vita, il fratello calcistico con cui aveva condiviso la Sampdoria più bella, le vittorie, le sconfitte, le risate e poi quella straordinaria avventura con la Nazionale.
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Insieme hanno attraversato una vita intera. Prima con la maglia della Sampdoria, poi su strade diverse e, infine, di nuovo insieme, con l’Italia. A Wembley, nel 2021, il loro abbraccio dopo la vittoria dell’Europeo è diventato una delle immagini più belle del calcio italiano.
Oggi Mancini è tornato a guidare l’Italia. Ci sono nuovi giocatori, un nuovo staff, nuove sfide e nuove ambizioni. Ma c’è un’assenza che non può essere sostituita.
Quella di Luca.
Come se fosse ancora lì. Come se, almeno per un attimo, fosse bastato nominarlo per sentirlo di nuovo vicino.
Perché certe persone se ne vanno, ma non smettono mai davvero di far parte della nostra vita
E Luca, in quella di Roberto, ci sarà sempre.



