L’ex campione del mondo del 1982 parla a Tuttosport dopo la sconfitta contro il Belgio: «I calciatori devono metterci del loro»
La sconfitta dell’Italia contro il Belgio continua a far discutere. Il 2-0 dell’Olimpico ha lasciato più di qualche interrogativo sulla Nazionale di Roberto Mancini, soprattutto per quanto mostrato nel primo tempo. A fare il punto sul momento degli Azzurri è Beppe Dossena, intervistato da Tuttosport.
L’ex campione del mondo del 1982 non nasconde la propria preoccupazione per una situazione che, a suo avviso, si trascina ormai da troppo tempo:
Al di là della partita in sé, il fatto è che non interrompiamo un trend che ci portiamo dietro da troppo tempo ormai
Mancini, dopo la partita, aveva parlato di un primo tempo molto negativo, sottolineando però la reazione della squadra nella ripresa. Dossena comprende le parole del commissario tecnico in pubblico, ma si aspetta un atteggiamento diverso all’interno dello spogliatoio:
Il punto è: che tranquillità ci può dare una valutazione del genere? Un allenatore deve sempre dire certe cose e difendere il lavoro dei suoi giocatori, quindi lo capisco, anche se i tempi sono cambiati rispetto a quando giocavamo noi. Però allo stesso tempo mi auguro che poi sia stato spietato nello spogliatoio. Spietato. Perché lui ha fatto benissimo a dire così in Tv, ma poi credo abbia le nostre stesse sensazioni
Beppe Bergomi aveva parlato di una Nazionale troppo scolastica, invitando a pescare maggiormente dalle caratteristiche e dalle esperienze maturate dai giocatori nei rispettivi club.
Dossena concorda, a patto che il concetto venga interpretato nel modo corretto:
Sono d’accordo se con questo si intende che i calciatori non hanno interpretato il copione, ma si sono limitati a leggerlo. E invece un po’ di interpretazione ci vuole: l’allenatore dà gli input, la strategia, la tattica. Ma poi i calciatori ci devono anche mettere del loro
Dossena e il momento dell’Italia: non possiamo risolvere domani problemi che abbiamo da anni

Italia, Beppe Dossena: spero che Roberto Mancini sia stato spietato… Le parole
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La Nazionale deve fare i conti anche con un gruppo nel quale convivono giocatori esperti e giovani alla prima esperienza internazionale. Dossena individua anche una componente psicologica, ma sottolinea come le difficoltà dell’Italia non siano nate con la partita contro il Belgio:
Eh, soffriamo… Però non abbiamo scoperto le nostre sofferenze l’altro ieri e non possiamo risolverle domani. Ora dobbiamo sperare nelle capacità dell’allenatore: di sintesi, di aggregazione, di preparazione, di autostima da trasmettere
Il problema, secondo l’ex Sampdoria, non può però essere affrontato soltanto attraverso il lavoro quotidiano della Nazionale:
Non si può lavorare da un giorno all’altro sul prodotto calcistico attuale, ma si può chiedere che questi giocatori chiedano di più a sé stessi. Poi, certo, il sistema deve cambiare radicalmente, altrimenti tra quattro anni ci siederemo di nuovo sul divano a guardare gli altri giocare come avvenuto la scorsa estate
Tra i giocatori finiti maggiormente nel mirino delle critiche dopo il Belgio c’è anche Alessandro Romano, giovane centrocampista del Cagliari al debutto con la Nazionale. Dossena non ritiene però che il ragazzo debba essere protetto dalle critiche:
No: mi dispiace per il ragazzo, ma ben vengano le musate. Basta proteggere i giovani a prescindere, dire che non vanno caricati di responsabilità: il giocatore ha grandissime qualità e la partita si può anche sbagliare. Si può giocare male. Però lui deve sbatterci il muso e poi deve avere consapevolezza della propria prestazione: ascolti il giusto quello che lo circonda e pensi a crescere
E sulla coppia formata da Kean e Pio Esposito, Dossena invita a non cercare continuamente una soluzione ai problemi dell’Italia attraverso l’individuazione di un singolo ruolo:
Guardi, io mi sono stancato di sentire dire che ci manca questo o quello: non è questo il punto. Questi sono i giocatori che abbiamo e con questi dobbiamo lavorare, trovare una formula che ne esalti le qualità. Poi, per carità, il problema ce l’abbiamo ed è anche grande, ma non deve essere un dramma: che sia uno stimolo
Dossena si aspetta inoltre qualche novità nelle prossime partite della Nazionale:
Qualcosa penso che cambierà, anche perché dopo la Turchia ci sarà la Francia e poi di nuovo la Turchia. Delle novità me le posso anche aspettare, analizzando quello che è successo: abbiamo sofferto in tutti i reparti
Dossena, poi, affronta anche il tema della situazione della Figc e dell’ipotesi di commissariamento, escludendo che il clima attorno alla Federazione possa condizionare direttamente le prestazioni dei giocatori:
Io credo di no. Spero che magari sia un motivo di riflessione, anche per questi ragazzi: mi piacerebbe che prendessero coscienza di quanto il sistema debba cambiare, per esempio anche nel rapporto con i procuratori. Però non credo che influenzi le loro prestazioni in campo
Infine, l’ex campione del mondo ribadisce la propria posizione sulla necessità di una figura dotata di poteri straordinari per intervenire sul sistema:
Io ho invocato il commissariamento, ma il punto è avere un presidente con poteri straordinari, che cambi davvero le cose
E alla domanda se possa essere Giovanni Malagò a ricoprire questo ruolo, Dossena risponde senza esitazioni:
Ma certo. Però che gli vengano dati gli strumenti necessari. Il calcio non si riforma da solo



