Attilio Lombardo analizza la situazione della nuova Nazionale di Roberto Mancini, che ha un compito più difficile rispetto alla sua prima Italia, anche perché stavolta non c’è più Luca Vialli
L’Italia è ripartita ancora una volta da Roberto Mancini. Uno che nel 2018 ha già dimostrato di saper far risorgere la Nazionale dalle ceneri di un disastro Mondiale, letteralmente. Il ct è tornato sulla panchina che ha lasciato nel 2023, andando in Arabia Saudita. Ed è tornato anche per riallacciare il filo interrotto allora.
Ma questa volta la strada è cominciata in salita. La sconfitta contro il Belgio ha già fatto piovere critiche sugli Azzurri, dal Mancio fino ai giocatori. Facendo capire che c’è tanta strada da fare e che non sarà semplice. O perlomeno non sarà come la prima avventura da commissario tecnico.
È Attilio Lombardo a fotografare la situazione. Uno che ha vissuto la prima era Mancini in Azzurro come membro dello staff tecnico e che, a La Repubblica, ha detto che
Roberto è un uomo forte, niente lo intacca. Avercene di caratteri come il suo. Non si è mai fatto condizionare da nulla. All’epoca c’era il gruppo dei vari Chiellini, Bonucci, Insigne e Immobile che era nel pieno della maturazione. Roberto diede loro indicazioni e identità, ma la squadra aveva già grandi capacità. Adesso è più difficile, penso lo sappia anche lui
Italia, Lombardo: Vialli? Mancini ora deve camminare solo sulle sue gambe

Italia, Attilio Lombardo: alla Nazionale manca Vialli. E il lavoro di Mancini è più difficile… Ecco perché
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Ma rispetto ad allora, oltre ai giocatori, c’è una componente diversa nell’Italia. Una mancanza, un vuoto enorme. Quello di Gianluca Vialli, gemello nei goal e ormai nella vita per Mancini. Il bomber non c’è più e, oltre alla presenza affettiva, Lombardo ricorda che in quella Nazionale vittoriosa all‘Europeo 2021 aveva pure un ruolo fondamentale per il ct e tutta la squadra:
Sicuramente gli manca. A tutti noi manca. Il suo carisma, il rapporto che aveva con i giocatori sono stati elementi importanti per quella vittoria, parte integrante del suo successo. Roberto prima di ogni allenamento e ogni partita rivolge un pensiero a Luca. Lo porta dentro di sé anche in questa esperienza. Erano troppo legati. La loro non era amicizia, era fratellanza, Dovrà essere bravo a camminare solo sue gambe



