Dai pensieri su D’Angelo e Pecchia a quelli verso Cioffi: cosa ha portato alla permanenza di Lombardo sulla panchina della Sampdoria
Alla fine avanti con Attilio Lombardo. La Sampdoria ha deciso, non senza difficoltà e non senza palesare una divisione interna tra le anime della società, di andare avanti con Popeye, confermato dopo le prime tre partite da primo allenatore blucerchiato. Fondamentale, in questo senso, è stata la vittoria sull’Avellino, ma non solo.
Dopo la sconfitta contro la Carrarese la posizione di Lombardo è stata fortemente in bilico. Tanto che Andrea Mancini aveva offerto due anni e poco più a Luca D’Angelo a 500.000 euro a stagione, ottenendo anche la sua disponibilità. Il tecnico, però, alla fine, non ha resistito al richiamo dello Spezia, con cui aveva un contratto in essere fino al 2027, ed è tornato in bianconero.
Panchina Sampdoria, cos’è successo con Lombardo
I no di D’Angelo e Pecchia, Cioffi e la conferma di Attilio Lombardo: cos’è successo intorno alla panchina della Sampdoria
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Un no è arrivato anche da Fabio Pecchia, mentre per Guido Pagliuca non si è andati oltre un semplice sondaggio. Il ds Mancini, anche dopo la vittoria con l’Avellino, ha compreso che non ci fossero, sulla piazza, alternative migliori a un uomo come Lombardo che, oltre a conoscere la piazza, ha ormai sviluppato un rapporto importante con lo spogliatoio. Ed è, cosa da non sottovalutare, un collante anche con la tifoseria.
Jesper Fredberg, intanto, ha provato a portare Gabriele Cioffi per le ultime sei partite, evidenziando una differenza di vedute con Mancini. Una divisione che, però, non ha portato a un ulteriore cambio in panchina. Cioffi è rimasto a spasso, mentre Lombardo sulla panchina blucerchiata, dove, presto, dovrebbe poter contare sulla collaborazione di Simone Contran e Dan Thomassen, futuro vice di Popeye.



