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Godiamo…ma non troppo!

di Filippo Tudisco

La vittoria col Genoa è una boccata di ossigeno per la classifica e per l’autostima della squadra. Tuttavia, se questo è il massimo che la Sampdoria può offrire, ci sarà ancora da soffrire parecchio…

Se un astronauta fosse partito per lo spazio 10 anni fa, vedendo nel suo ultimo giorno sulla terra un derby di Genova e fosse tornato proprio il 14 Dicembre 2019 per rivedere la stracittadina, non crederebbe ai propri occhi per lo spettacolo osceno offerto dalle due squadre.

Questo è il risultato finale di anni di gestione alla ricerca di plusvalenze facili e senza progetti concreti per formare una squadra che potesse competere a più alti livelli.

Una partita maschia dove è risultato impossibile proporre un calcio degno di nota..rari sono stati i momenti di lucidità dove poter mostrare qualche colpo di classe, i quali vengono subito eclissati dagli evidenti limiti tecnici.

Non manca la voglia di sacrificarsi e la determinazione necessaria per gettare il cuore oltre l’ostacolo, ma la Sampdoria deve ancora lavorare tanto: Quagliarella ancora poco incisivo, Ramirez in versione pulcino bagnato…l’unico certo del posto da titolare rimane il cecchino Gabbiadini che almeno riesce nell’intento di spaventare spesso le difese avversarie con i suoi tiri velenosi.

Quella della Samp rimane una vittoria mediocre: contro un Genoa nervoso e senza identità, il bottino è zero tiri in porta in 80 minuti gioco e tanti passaggi elementari sbagliati sia nella gestione del possesso palla e sia nelle ripartenze. La linea di centrocampo, insieme a quella difensiva, riesce bene a contenere le iniziative degli avversari, ma manca la cerniera giusta per poter supportare al meglio un attacco passivo. Se da un lato il 4-4-2 garantisce solidità, dall’altra parte non regala occasioni sufficienti per poter concretizzare il grande sforzo difensivo con qualche occasione da goal. Il rombo a centrocampo con il trequartista può essere la soluzione, ma l’incostanza di Ramirez tra le linee sbilancia troppo la squadra nei momenti chiave.

Sarà il mercato di gennaio a decretare il destino dei blucerchiati: servirebbe come acqua nel deserto un centravanti capace di difendere il pallone, far salire la squadra e rendere utili gli inserimenti dei centrocampisti.

Alle condizioni attuali annaspiamo e alla lunga tutto ciò può essere deleterio…godiamo per la vittoria nel derby, ma voliamo basso…

 



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