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Giampaolo è un incubo continuo…

di Luca Uccello

Marco Giampaolo è un incubo. Lo è ancora a Milano e lo sarà per molto, anche per chi l’ha scelto credendo di prendere il nuovo Arrigo Sacchi. Un incubo che il piccolo Diavolo si è liberato presto o almeno così crede.

Ma Marco Giampaolo è un incubo anche per chi sta a Genova. Se ne parla ancora del Maestro. Tifosi, vedove, e chi non ha mai creduto alle favole, nemmeno quelle belle, quelle che ti raccontano prima di addormentarti. Ne ha parlato anche Claudio Ranieri, un uomo di mondo, un allenatore che ha vinto, non ha solo divertito. Un signore di una certa età, con una certa esperienza che sa usare le parole: “La Sampdoria negli anni scorsi rallentava quando sembrava poter arrivare in Europa, la mentalità dei giocatori é importante e su questo sto lavorando…”. 

Parole chiare, mirate, indirizzate con raccomanda senza ricevuta di ritorno. Un messaggio positivo, per crescere. Negarlo è sbagliato Ma le vedove chissà cosa s’inventeranno per difenderlo ancora. Ranieri ha una media punti alta e fosse arrivato prima chissà dove sarebbe oggi la Sampdoria. Punto dopo punto la Sampodoria sta uscendo dalle sabbie mobili, si sta avvicinando in quella ‘comfort zone’ che tutti noi speravamo, ci auguravamo fin dall’inizio. Sinceramente non avevo dubbi, nemmeno su Chabot, Thorsby e nemmeno Murillo. Gli amici più cari mi sono testimoni. Gli insulti li ho già presi, quando li difendevo, quando vedevo del bello, del buono, delle prossime plusvalenze…

Ma torniamo all’incubo anche di Claudio. C’è poco da dire. La mentalità serve, è fondamentale. Moriunho ci ha costruito una carriera, Conte se la sta facendo, Ranieri se l’è fatta e sta provando a insegnare qualcosa anche a noi. Non bisogna mai mollare, mai trovare alibi, scuse. Mai una parola fuori posta, nemmeno sul mercato. Perchè se Massimo Ferrero non gli comprasse nessuno. Pazienza, si va va avanti, “mi tengo i miei che sono ragazzi fantastici”.

Parole d’oro come il punto preso a Milano, a San Siro. Non abbiamo perso la testa, nemmeno davanti a due infortuni, uno dietro l’altro. Scelte giuste, sempre azzeccate, nessuna pazzia, non una follia. Bravo Ranieri. E speriamo che le tue parole su una Sampdoria che poteva andare in Europa, che doveva lottare fino alla fine apra gli occhi a tutti, faccia capire che la mentalità vincente ti cambia la vita oltre che la classifica…

Speriamo che la tua mentalità sia presto la nostra. Di una squadra che ha bisogno di te,



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