Dalle scarpe alla Serie A: il mister del Frosinone Alvini racconta la sua favola sulle orme di Sacchi
La storia del calcio è fatta di strade tortuose e destini che si intrecciano lontano dai riflettori del grande professionismo, proprio come accadde decenni fa a un maestro della panchina come Arrigo Sacchi.
Un percorso parallelo a quello di Massimiliano Alvini, tecnico chiamato alla guida del Frosinone nei palcoscenici della Serie A, arrivato ai vertici del calcio nazionale dopo una lunghissima gavetta partita dai campi polverosi dei dilettanti toscani.
Vendevamo suole di scarpe in tutta la Toscana. L’ho fatto anche quando allenavo in Promozione e in Eccellenza. Mi studiavo i tragitti in modo da andare a vedere quelli bravi: Sarri a Empoli, Conte ad Arezzo, Baldini a Empoli, Ventura a Pisa, Giampaolo a Siena. Parliamo di maestri
Frosinone la storia ed il percorso di Massimiliano Alvini
Frosinone, Massimiliano Alvini come Arrigo Sacchi da venditore di scarpe alla panchina di Serie A. La storia
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Dai tempi degli esordi al Signa con rimborsi minimi fino al triplete in Eccellenza con il Tuttocuoio nel 2010, il percorso di Alvini è stato un lungo apprendistato fatto di studio maniacale sui campi d’Italia, a partire dalle intuizioni sulla “gabbia” rubate a Corrado Orrico ai tempi della Lucchese.
Giunto tra i professionisti soltanto a 45 anni, il mister toscano porta addosso le cicatrici delle sconfitte e della prima esperienza nella massima serie con la Cremonese, superata con la maturità di chi non crede alla sfortuna ma al valore delle idee. Oggi a Frosinone la sfida si chiama salvezza, un tabù storico che il tecnico intende infrangere puntando sulla forza del collettivo e sull’identità di gioco.



