Lorenzo Insigne alla Sampdoria, scoppia la rabbia dei tifosi del Pescara: spunta un duro striscione dei biancazzurri
Un colpo da novanta per lo scacchiere del nuovo tecnico Bernardo Corradi, pronto a rilanciare le ambizioni blucerchiate. Se a Genova sponda blucerchiata l’entusiasmo è alle stelle, lo stesso non si può dire a Pescara, dove l’addio del fantasista napoletano ha innescato una contestazione furiosa da parte della tifoseria abruzzese.
Gli ultras del Delfino hanno infatti esposto uno striscione pesantissimo che recita “Lorenzo Insigne 23”. Un riferimento che solo apparentemente richiama un numero di maglia, ma che nella Smorfia napoletana ha un’accezione tutt’altro che nobile, tesa a etichettare l’ormai ex capitano biancazzurro come un “traditore”.
Per capire le origini di questo profondo risentimento bisogna fare un passo indietro allo scorso 1° maggio 2026, in occasione della drammatica sfida di Serie BKT tra Padova e Pescara. Al minuto 80, sul punteggio di 0-0, gli abruzzesi beneficiano di un calcio di rigore vitale per la corsa salvezza. Tutti si aspettano che sul dischetto si presenti l’uomo di maggiore esperienza e carisma, ovvero Insigne.
Invece, il capitano decide di non calciare — per via di un problema al ginocchio ampiamente dibattuto nel post-partita — lasciando l’incombenza al giovanissimo Flavio Russo, classe 2004, che si fa ipnotizzare dal portiere veneto. Il Padova vincerà poi la partita al novantesimo, assestando il colpo di grazia a un Pescara successivamente retrocesso in Serie C. Da quel momento, la piazza ha accusato il giocatore di essersi “nascosto” nel momento del bisogno e di essere letteralmente sparito dai radar nei due mesi successivi, trincerandosi dietro a un lungo e rumoroso silenzio.
Pescara i tifosi contro Lorenzo Insigne

FOTO – Sampdoria, striscione contro Lorenzo Insigne a Pescara…
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La retrocessione ha consumato la frattura definitiva. I tifosi del Pescara speravano e si aspettavano che un giocatore del suo calibro potesse decidere di scendere di categoria, rimanendo in Serie C per trascinare la squadra all’immediato riscatto. La firma con la Sampdoria ha gelato l’ambiente, ma a far saltare definitivamente i nervi alla piazza abruzzese sono state le prime, discusse dichiarazioni ufficiali rilasciate dall’attaccante.
A Pescara non è andato giù il modo in cui il giocatore ha liquidato l’amara retrocessione, dichiarando:
A Pescara ho portato il mio carisma per raggiungere un traguardo. Poi ci si riesce o no. L’importante è essere a posto con la coscienza
Parole recepite come un distacco quasi freddo rispetto al dramma sportivo vissuto dal club biancazzurro. A benzina sul fuoco si è poi aggiunto l’immediato giuramento d’amore verso la sua nuova squadra:
Mi farò ammazzare per difendere i colori della Samp e dei suoi tifosi
Un netto contrasto che ha ferito l’orgoglio dei sostenitori del Delfino, trasformando la delusione in aperta ostilità. Un addio al veleno che chiude nel peggiore dei modi l’avventura in Abruzzo e che, di contro, consegna a Bernardo Corradi un giocatore motivatissimo e pronto a tutto per la causa blucerchiata.



