Jakub Jankto attacca duramente Eusebio Di Francesco su TikTok: dai retroscena sul ritiro alle offese alla squadra
Jakub Jankto non smette di far discutere e, attraverso i suoi video su TikTok, torna a scagliarsi contro il suo passato in blucerchiato. Dopo aver preso di mira Davide Nicola, Maxi Lopez e Roberto D’Aversa, l’ex centrocampista blucerchiato ha riservato un attacco frontale a Eusebio Di Francesco, ricordando la sua breve e fallimentare parentesi sulla panchina della Sampdoria.
Jankto senza filtri: «Di Francesco era un arrogante, si sentiva un fenomeno»

Ex Sampdoria, Jakub Jankto scatenato: Di Francesco pensava di essere un fenomeno
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Secondo il racconto del calciatore ceco «Dopo la semifinale di Champions League Roma-Barcellona 3-0, Di Francesco pensava di essere un fenomeno»
Il punto di rottura sarebbe avvenuto già durante il ritiro estivo. Jankto ha citato un episodio emblematico riguardante un magazziniere che aveva chiesto un aiuto al mister, ricevendo in cambio una risposta di «disprezzo totale». «Gli disse: “Vai a prendere il coccolino, mettimi la roba A lavare, stai zitto”. E da lì, le cose hanno iniziato a peggiorare».
Il clima sarebbe diventato insostenibile con l’arrivo dei primi risultati negativi. Con la Sampdoria in caduta libera, Di Francesco avrebbe perso il controllo della situazione e il rapporto con la squadra. Jankto descrive un allenatore «arrogante» e «impazzito» che, dopo le prime tre sconfitte, avrebbe affrontato i calciatori in una riunione dai toni durissimi: «Ci diceva: “Ma voi siete scarsi, cosa state facendo? Pensavo che facessimo l’Europa”».
Il centrocampista ha poi rincarato la dose, accusando il tecnico di aver sempre parlato con totale disprezzo verso il gruppo. Il video si conclude con un insulto piuttosto esplicito, segno di un rancore mai sopito: «Di Fra, puoi prendere il coccolino e te ne vai a f***…»
Di Francesco rimase sulla panchina della Sampdoria per appena otto partite, collezionando una media punti di soli 0,75 a partita. Il bilancio finale recitò sei sconfitte e due sole vittorie, con 17 reti subite e appena 7 fatte: una crisi profonda che portò all’esonero inevitabile e a un legame con lo spogliatoio che, stando a questi retroscena, non è mai realmente esistito.



