Sergio Gasparin rivela i dettagli del litigio tra Cassano e il Presidente Riccardo Garrone, che portò all’addio del fantasista barese
In un’intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport, l’ex dirigente blucerchiato Sergio Gasparin è tornato a parlare del suo trascorso alla Sampdoria, soffermandosi sulla rottura definitiva tra Antonio Cassano e il presidente Riccardo Garrone.
Gasparin dipinge un quadro iniziale di grande affetto, ricordando come Garrone, uno dei più importanti imprenditori del Paese, stravedesse per il talento barese. Il legame era così profondo che i figli del Presidente scherzavano spesso con il dirigente: “Vostro padre tratta Cassano come un figlio“, diceva Gasparin, ricevendo come risposta: “Magari ci trattasse come lui. Papà è innamorato di Antonio“.
Tuttavia, questo rapporto privilegiato andò in frantumi in un pomeriggio. Gasparin, testimone oculare dell’evento, racconta che il Presidente entrò in spogliatoio chiedendo a Cassano il favore di partecipare a una cena di un club per ritirare un premio: “Ritiri un premio, un piatto d’argento, e vai via, una cosa di dieci minuti, non è necessario che ti fermi a cena“.
Sampdoria, Gasparin non dimentica: “Vedere Garrone umiliato da Cassano fu un dolore”
Ex Sampdoria, Sergio Gasparin: che amarezza gli insulti di Cassano a Garrone. Le parole
LEGGI ANCHE Calciomercato Sampdoria, ecco la strategia per tenersi Tommaso Martinelli. La posizione della Fiorentina
La reazione del calciatore fu immediata e gelida: “È la seconda volta che me lo chiede, faccia in modo che non ci sia la terza“. Nonostante il tentativo di Garrone di smorzare i toni (“Mi dispiace, non mi sembra di averti chiesto chissà che cosa“), la situazione precipitò.
Secondo il racconto di Gasparin, Cassano perse il controllo, scagliando sedie in aria e rivolgendo al patron insulti irriferibili. Tra le poche frasi che il dirigente ha potuto riportare, una ha segnato la fine del rapporto: “Non sono il tuo schiavo e non voglio più vederti“.
L’episodio portò all’allontanamento immediato del giocatore. A distanza di anni, Gasparin non nasconde la sofferenza per quella giornata: “Dentro di me sento ancora l’amarezza per quella scena“.




