Panchina Italia: Roberto Mancini resta il grande favorito per il dopo Gattuso, ma spunta una suggestione clamorosa
Il panorama dei possibili successori di Gennaro Gattuso sulla panchina azzurra si arricchisce di un nome altisonante e, per certi versi, sorprendente: Claudio Ranieri. Se Roberto Mancini resta il favorito per un clamoroso ritorno, specie in caso di una presidenza FIGC affidata a Giovanni Malagò, la recente e brusca separazione tra “Sir Claudio” e l’AS Roma ha rimescolato le carte, rendendolo un candidato autorevole per la panchina azzurra.
L’avventura di Ranieri come senior advisor dei Friedkin si è conclusa ufficialmente oggi, dopo soli dieci mesi di un rapporto che avrebbe dovuto traghettare il club verso il centenario. Ma cosa ha portato a questa rottura definitiva?
Il punto di rottura principale è stato il rapporto ormai logoro con Gian Piero Gasperini. Le divergenze, nate fin dall’estate precedente, riguardavano la visione tecnica e il mercato. Ranieri puntava sulla valorizzazione dei giovani talenti per rispettare i paletti del fair play finanziario; Gasperini, invece, chiedeva giocatori “pronti” per puntare alla Champions League.
La situazione è precipitata il 10 aprile scorso, prima della gara contro il Pisa. In quell’occasione, Ranieri ha risposto duramente alle critiche di Gasperini sul mercato, dichiarando: “Abbiamo scelto insieme i giocatori… non sono qui a fare il garante di nessuno“. Ha inoltre punzecchiato il tecnico rivelando che altri tre allenatori avevano rifiutato la panchina prima di lui.
Suggestione Nazionale: Ranieri come nuovo CT o Supervisore?

nella foto: Chris Smalling-Morten Thorsby
Ex Sampdoria, non solo Roberto Mancini per la panchina dell’Italia. Ecco il nome a sorpresa
Queste dichiarazioni sono state interpretate dalla proprietà americana come un’“invasione di campo” inopportuna che ha destabilizzato l’ambiente in un momento cruciale della stagione. Nonostante la stima per l’uomo e il professionista, i Friedkin hanno scelto di blindare Gasperini, portando alla conclusione unilaterale del rapporto con Ranieri.
Ora che Ranieri è libero, la strada verso Coverciano sembra spianata. Già il 10 giugno 2025, Ranieri aveva rifiutato la proposta di sedersi sulla panchina dell’Italia per sostituire Spalletti, motivando la scelta con la volontà di non lasciare la sua amata Roma.
Oggi lo scenario è diverso. Sebbene Ranieri a 74 anni possa considerare conclusa la sua carriera da allenatore di campo, potrebbe essere interessato a un ruolo da direttore tecnico o supervisore del nuovo progetto azzurro. La sua figura è estremamente stimata a livello istituzionale, tanto che il Ministro per lo Sport Andrea Abodi lo ha definito un “patrimonio del calcio italiano”.
Sfida tra ex Sampdoria: Ranieri e Mancini per il dopo-Gattuso
Il destino della panchina azzurra sembrerebbe nuovamente colorarsi di blucerchiato. Da un lato Roberto Mancini, il CT dell’Europeo 2021, attualmente all’Al-Sadd ma con una clausola per liberarsi nell’estate 2026. Mancini, interpellato sul ritorno, ha preferito glissare con un secco “prossima domanda?”, pur non nascondendo il legame mai interrotto con la maglia azzurra.
Dall’altro lato c’è l’esperienza e la saggezza di Ranieri, che dopo l’amarezza del divorzio dalla Roma potrebbe trovare nella Nazionale il coronamento ideale di una grande carriera. Se Malagò dovesse davvero salire al vertice della FIGC, la candidatura di Ranieri (o un ticket con Mancini) diventerebbe più di una semplice suggestione.



