L’esperienza alla Sampdoria è un rimpianto per Leonardo Semplici che sperava e voleva dare di più sulla panchina doriana
La Sampdoria ha cambiato diversi allenatori nell’ultimo anno, ma i risultati non sono cambiati: i blucerchiati continuano a essere coinvolti nella lotta per non retrocedere. La scorsa stagione, la retrocessione era arrivata sul campo, prima della riammissione in Serie B grazie alla penalizzazione del Brescia. Nonostante i numerosi avvicendamenti in panchina, la squadra ligure non è ancora riuscita a trovare la continuità necessaria per allontanarsi dalle difficoltà.
Proprio dell’esperienza alla Sampdoria ha parlato Leonardo Semplici, ospite di Speciale Serie B su Sportitalia. L’ex allenatore blucerchiato ha ammesso che l’avventura a Genova rappresenta un rimpianto, perché avrebbe voluto fare molto di più. Le aspettative erano diverse e la volontà era quella di lasciare un segno importante, ma il percorso non è andato come sperava.
Di rimpianto posso dire l’ultimo avuto quello alla Sampdoria, perché secondo me è una società e una piazza straordinaria, un tifo straordinario e non avere aiuto quella squadra, quella società ad ottenere certi risultati sicuramente mi da grande rammarico. Però purtroppo è andata cosi è vero anche che negli ultimi due/tre anni hanno cambiato tantissimi allenatore, quindi oltre ai nostri errori ci sono anche altre cose che incidono nei risultati
Ex Sampdoria, Leonardo Semplici: per giocare al Luigi Ferraris ci vogliono gli attributi
Ex Sampdoria, LS: l’esperienza a Genova è un mio rimpianto. Esonero? Non sbagliano solo gli allenatori…
Nel corso del suo intervento a Speciale Serie B su Sportitalia, Leonardo Semplici ha analizzato le difficoltà della Sampdoria, soffermandosi anche sull’importanza di giocare al Luigi Ferraris. Secondo l’ex allenatore blucerchiato, oggi senza squadra, scendere in campo in uno stadio che si trasforma ogni volta in una bolgia richiede personalità e carattere, qualità che non tutti i giocatori riescono a mettere in mostra in un ambiente così esigente.
Semplici ha sottolineato come diversi calciatori, capaci di fare bene in altre piazze, abbiano incontrato difficoltà una volta indossata la maglia blucerchiata. La pressione della tifoseria e le aspettative legate alla storia del club possono rappresentare un ostacolo per chi non è pronto ad affrontare un contesto del genere. Un aspetto che, secondo l’ex tecnico, può incidere sul rendimento della squadra e contribuire alle difficoltà incontrate dalla Sampdoria nelle ultime stagioni.
Giocare in quello stadio, bisogna avere gli attributi, perché giocare davanti a 20/25.000 spettatori non è da tutti e quello può incidere sul rendimento dei calciatori che sono calciatori che magari in altre squadra hanno fatto bene e li invece non riesco incidere in maniera giusta. In questa piazza c’è pressione e ci vogliono giocatori con attitudini di grande personalità per affrontare quel tipo di stagione




