Giorgio Altare ha lasciato la Sampdoria a gennaio per poter tornare a giocare, ma ancora non ha trovato spazio nemmeno a Pescara
La cessione di Giorgio Altare è stata una delle più dolorose per la Sampdoria nel calciomercato di gennaio. Lo ha ammesso lo stesso Andrea Mancini nella conferenza stampa di fine sessione, giustificando il sacrificio per permettere al difensore di tornare a giocare con continuità, cosa che i blucerchiati non gli potevano garantire.
Lo stesso classe 1998, pochi giorni dopo, ha confermato che la partenza è stata dettata sostanzialmente dal bisogno di scendere in campo di nuovo (qui le parole di Altare). L’infortunio al crociato di maggio 2025 lo ha costretto a stare fuori dai giochi per molti mesi e ha potuto ritornare ad allenarsi normalmente solo tra fine dicembre e inizio gennaio. Dopo qualche settimana in rupe (e 30 minuti nell’amichevole con il Golfo Paradiso), il difensore è andato via da Genova con 0 minuti in questo campionato. A Pescara, però, non gli sta andando molto meglio.
Ex Sampdoria, zero minuti in 3 partite per Altare a Pescara
Ex Sampdoria, Giorgio Altare via da Genova per giocare. Ma a Pescara…
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Altare, fino a qui, non è sceso mai in campo nemmeno con gli abruzzesi. Tre volte convocato, ogni volta il tecnico Giorgio Gorgone ha deciso di lasciarlo in panchina, rinviando ancora il suo debutto. La decisione è dovuta probabilmente al fatto che ancora l’ex blucerchiato deve trovare la condizione migliore, nonostante lui si sia detto pronto quando si è presentato a Pescara. D’altronde il suo infortunio ha interessato un crociato a cui aveva già avuto dei problemi, quindi la precauzione è d’obbligo.
Questo però sta a significare che Altare non sarebbe stato pronto a scendere in campo neppure per la Sampdoria. Che a metà febbraio si sarebbe ritrovata con un giocatore ancora a mezzo servizio. Altare lentamente entrerà nelle gerarchie e negli schemi del Pescara, ma ha bisogno fisiologicamente di tempo.
Che probabilmente a Genova non avrebbe avuto, anche perché Salvatore Foti e Angelo Gregucci sembrano aver trovato nel trio Hadzikadunic-Abildgaard-Viti la linea insostituibile a guardia della porta. Anche per questo, la partenza di Altare, seppure avvenuta a malincuore, potrebbe aver avuto senso. Mentre lui sta lavorando per ritornare il prima possibile ai livelli avuti alla Sampdoria nella seconda parte della stagione scorsa, in cui ha portato alla squadra fisicità, posizionamento e leadership.



