Emil Audero, ex portiere della Sampdoria, ha raccontato i momenti di paura vissuti durante Cremonese-Inter dopo il lancio del petardo
Sono stati momenti di paura per l’ex Sampdoria Emil Audero durante Cremonese-Inter. Il portiere dei grigiorossi, al terzo minuto della ripresa, è stato colpito da un petardo arrivato dal settore ospite, quello occupato dai tifosi nerazzurri. Dopo la paura ha ripreso a giocare, ma al Corriere della Sera ha raccontato proprio di quegli attimi. E anche di cosa lo ha spinto a rimanere in campo:
Intanto c’era l’adrenalina della partita. Non a caso al fischio finale ho cominciato ad aver male al collo per il contraccolpo e mi sono irrigidito alla schiena. Poi devo dire che io mi ritengo un giocatore di campo e non me la sentivo di abbandonare così, anche se ero dolorante. Ho deciso di restare, sentivo di potercela fare e non c’erano le condizioni per sospendere la gara. Sonoun giocatore di campo e me la sentivo di proseguire: non ho mai fatto la parte della vittima.
Ma quale sono state le sensazioni di Audero?
Mentalmente è stato brutto provare questo senso di vuoto. Mi è passata la voglia di giocare, mi sono fatto mille pensieri. Ti dici: stai giocando, stai facendo il tuo lavoro, che è quello che ti piace di più. E realizzi che se quella bomba carta finiva poco più in qua, ti poteva fare male davvero. Così perdi le energie nervose per la delusione.
Ex Sampdoria, il racconto di Audero: poteva andare peggio
Ex Sampdoria, Emil Audero racconta l’incubo di Cremona: il petardo come una martellata. Ecco perché sono rimasto in campo
Audero ha rischiato molto. Il portiere ha rimediato una ferita al ginocchio e ha sentito una botta molto forte all’orecchio, che lo ha intotito per qualche minuto:
È una roba che fatichi a digerire, perché pensi che per la dinamica che c’è stata poteva andare peggio. Domenica ho avuto una botta molto forte sull’orecchio e sul ginocchio destro: tra calzettone e pantaloncino mi bruciava la pelle, mentre sull’orecchio ho sentito una botta forte. E andrò a fare esami per controllare che non ci sia niente di danneggiato. E’ stato come prendere una martellata. All’inizio faticavo anche a sentire bene.
La bomba carta è arrivata nei pressi del portiere, che non ha fatto in tempo ad allontanarsi dopo aver tentato di richiamare l’attenzione dell’arbitro:
Ho visto che c’era qualcosa per terra, ma succede spesso e ci convivi senza paura,restando concentrato sulla partita. Stavo cercando di richiamare l’attenzione dell’arbitro e in un attimo c’è stata l’esplosione: non ho avuto il tempo di allontanarmi.
A tirare il petardo è stato un tifoso dell’Inter, proprio la squadra in cui Audero ha giocato nella stagione 2023/24, vincendo una Supercoppa italiana e uno scudetto:
Mi sono girato verso i tifosi, come a chiedere ‘cosa vi ho fatto’. Ma qui c’è da fare un piccolo inciso. I tifosi sono una parte fondamentale del calcio, ma bisogna distinguere tra chi supporta la squadra con passione e le minoranze, per le quali non trovo una parola giusta, che con il calcio c’entrano poco. E che rischiano di fare danni importanti.



