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Coronavirus, Ferrero dimostra che vuoi bene a Genova

di Gabriele Pellini
Coronavirus Ferrero Genova

L’emergenza Coronavirus ha ormai coinvolto tutta Italia. I campionati sono stati sospesi dopo varie peripezie e giocatori e squadre, oltre a tanti sportivi, si sono mobilitati per offrire il proprio contributo in sostegno di strutture ospedaliere e non solo.

Dall’Inter che ha donato 300 mila mascherine alla protezione civile, prima ancora 100 mila euro direttamente dai conti del presidente Steven Zhang all’Ospedale Sacco di Milano, alla Roma che ha donato 50 mila euro ed ha istituito una sua raccolta fondi RomaCares, passando per il Milan dove giocatori e dirigenti hanno deciso di donare un giorno di stipendio e di fondare una raccolta fondi, muovendosi attraverso la Fondazione Milan per supportare gli sforzi di AREU, l’agenzia impegnata nell’assistere chi è stato colpito dal Covid-19 in Lombardia.

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Allo stesso modo altre società di Serie A hanno deciso di dare un contribuito importante alle proprie regioni per combattere l’emergenza, come ad esempio Parma e Verona. Lodevoli sono anche le iniziative dei singoli calciatori: dai vari Insigne che ha donato 100 mila euro agli ospedali cittadini, a El Shaarawy che ha deciso di sostenere il progetto di raccolta fondi dei suoi amici di Savona a sostegno della regione Liguria ed in particolare a favore dell’Ospedale San Paolo. E si prosegue con Ilicic, Bernardeschi, Dybala, Zaniolo, Totti e ancora moltissimi altri.

Tra gli assenti, o tra quelli non dichiarati, spicca però un nome importante. Quello del presidente della Sampdoria Massimo Ferrero che pare non aver partecipato ancora alle iniziative lodevoli dei suoi colleghi. Di sicuro non sono mai mancate le sue dichiarazioni a favore della città di Genova in momenti difficili come l’alluvione e poi la tragedia del ponte Morandi. Dalle parole però bisogna passare ancora una volta ai fatti…

Ovviamente non abbiamo la certezza che il Presidente non abbia partecipato ad attività di beneficenza verso Genova e verso la Liguria, dove magari ha preferito mantenere l’anonimato. Ma in un momento così delicato forse sarebbe stato meglio rendere pubblico, se sostenuto, il suo gesto economico, cercando una volta per tutte di dimostrare a Genova e ai genovesi, che forse in fondo gli vuole bene davvero.

Intanto i Gruppi della Sud e Federclubs hanno fatto una proposta alla Sampdoria: i tifosi rinunciano al rimborso della quota abbonamento non goduta in occasione di Samp- doria-Verona di domenica scorsa giocata a porte chiuse e la società devolve il totale (circa 170.000 euro se aderiscono tutti i tifosi) alla Clinica di Malattie Infettive e Tropicali del San Martino. Attendiamo conferme…



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