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Coronavirus, sospensioni storiche nel calcio europeo

di Gabriele Pellini
Coronavirus Calcio Europeo

Coronavirus, sospensioni storiche nel calcio europeo…

L’emergenza Coronavirus si sta ormai espandendo in tutta l’Europa e il calcio ha deciso di fermarsi. La sospensione di tutti i tornei in tutto il mondo evoca purtroppo guerre e disordini, come accaduto nel 1939 all’Inghilterra, che riuscì a disputare un campionato di appena tre giornate. Il 26 e il 30 agosto si disputarono i primi due turni della First Division, la Premier League odierna. Il 1° settembre la Germania di Hitler invase la Polonia dando inizio al Secondo Conflitto Mondiale. In Inghilterra si giocò, il giorno successivo, la terza giornata ma 24 ore dopo venne tutto fermato in seguito alla dichiarazione di guerra ai tedeschi da parte del Regno Unito. In testa alla classifica c’era il Blackpool, ma il titolo non verrà mai assegnato, anche perché il campionato, in Inghilterra, restò sospeso per ben 7 anni.

Proprio in quel periodo fu ovviamente costretto ad interrompersi il campionato polacco , bloccato a fine agosto dall’ invasione tedesca. Il torneo era iniziato il 26 marzo del ’39, e venne interrotto alla quattordicesima giornata, con il Ruch Chorzow saldamente primo in classifica, il quale però anche in questo caso, non si vide mai assegnare il titolo.

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L’unico campionato che non vide una sospensione fu il campionato austriaco, sotto forte controllo della Federcalcio tedesca fino alla stagione 1944-45, quando venne definitivamente interrotto con le truppe sovietiche ormai alle porte di Vienna.

Proprio l’Unione Sovietica, aveva conosciuto lo stop ai campionati già nel giugno del 1941, quando le truppe tedesche avevano superato i confini russi. Il campionato sovietico venne fermato dopo 12 giornate, con Dinamo Tsibilisi e Dinamo Mosca prime in classifica a pari punti e private così delle possibilità di giocarsi il titolo. Nel 1956 i russi si trasformarono da vittime a carnefici, con la violenta repressione ungherese. In quel periodo la Nemzeti Bajnoksàg (la massima serie) venne interrotta con poche gare da disputare, e l’Honved Budapest (primo con margine) non si vide assegnare il titolo. Particolare episodio fu la fuga all’estero delle grandi stelle del calcio ungherese: Puskas, Czibor, Kocsis.

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Altri campionati sospesi nella storia del calcio sono stati quello a Cipro nel 1964, a causa della crisi con la Turchia, in Iran nel 1979 per la rivoluzione islamica, e in Colombia nel 1989, dovuta all’assassinio dell’arbitro Alvaro Ortega. In Libano, fino al 1989 il campionato è andato avanti a rilento mentre in tempi più recenti, l’Egitto ha vissuto le interruzioni di due tornei consecutivi nel 2012 e nel 2013, a causa dei disordini interni culminati nel colpo di Stato di Mohamed Morsi.

Tra tanti drammi, a causare lo stop al calcio, fa invece quasi sorridere l’interruzione del campionato in Uruguay nel 1948: nessun conflitto, né invasione o guerra civile, ma uno sciopero dei calciatori indetto dopo la prima giornata di ritorno. A guidare la rivolta, che durò oltre un anno chiedendo maggiori diritti per i calciatori rispetto allo strapotere dei club, c’era Obdulio Varela, il capitano della nazionale che nel 1950 avrebbe vinto il campionato del mondo. Egli è considerato, ad oggi, il primo giocatore sindacalista della storia.



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