In merito alla possibile cessione della Sampdoria, Roberto Albisetti ha escludo la possibilità di cambio di proprietà in questa stagione
Negli ultimi tempi sono tornate a circolare con insistenza indiscrezioni su una possibile cessione della Sampdoria. Alla base delle voci ci sarebbero tensioni tra Matteo Manfredi e Joseph Tey, un rapporto che si sarebbe incrinato anche alla luce dell’andamento sportivo del club.
La scorsa stagione i blucerchiati hanno evitato la retrocessione soltanto dopo la penalizzazione del Brescia e grazie al successo nei playout contro la Salernitana. Anche l’attuale campionato era partito tra difficoltà e risultati altalenanti, ma gli investimenti effettuati durante il mercato invernale hanno cambiato il volto della squadra, oggi reduce da sei risultati utili consecutivi.
A fare il punto sulla situazione societaria e sui rapporti tra i due dirigenti è stato Roberto Albisetti, esperto di finanza, intervenuto ai microfoni di Telenord per analizzare uno scenario che continua ad alimentare il dibattito attorno al futuro del club.
Che i due, Tey e Manfredi, sia oramai da tempo che hanno avuto dei disaccordi, lo stiamo dicendo da prima dell’estate e la ragione è una molto semplice, uno ci ha messo i soldi e l’altro comanda e quindi dato che non sono arrivati i risultati adesso Tey ha fatto alcune recriminazioni in delle sedi dove noi non sappiamo che cosa si sono detti, anche perché secondo me una delle limitazioni del signor Tey è che non ha una grande comunicazione, probabilmente fa parte della sua strategia non parlare, oppure può darsi che sia negli accordi che ha con Manfredi che se parla potrebbe avere dei problemi legali, non è da escludere
Cessione Sampdoria, Albisetti: il ritorno di Ienca può voler dire che si vogliono preparare
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In merito alla possibile vendita della Sampdoria, l’esperto in finanza ha escluso la possibilità che possa esser fatta durante questa stagione più probabile invece che fino all’estate si resti cosi
Ad oggi, una vera cessione si può fare solo se viene venduta in blocco la partecipazione azionaria complessiva di Gestio Capital in Lussemburgo, dove al 58% c’è Tey e il 42% Manfredi, che però ha potere decisionale. Se vendesse e trovasse un potenziale subentrante Manfredi dovrebbe chiamare in causa la clausola di trascinamento, che dice che se l’investitore attivo cede la sua quota allora lo fa anche di quello passivo. Ma solo se l’accordo soddisfa entrambe le parti. La probabilità che un cambio di proprietà avvenga in questa stagione è zero. Che si arrivi all’estate con una situazione di questo tipo, e il fatto che possa essere entrato il signor Ienca può voler dire che si vogliono preparare perché lui sa le carte, i numeri, i contratti stipulati. Io vedo possibile che loro trovino un accordo tra loro, oppure Tey potrebbe fare un’offerta a Manfredi per rilevare le sue quote. Finora Tey ha una strategia che non sappiamo qual è, ma sono convinto che non voglia andare via. Se Manfredi trovasse un investitore che sostituisca Tey dovrebbe dargli indietro soldi che ci ha messo. E normalmente in questi casi per liquidare l’investitore, facendo proposte di uscita anticipata, c’è quasi sempre incluso un rendimento garantito. E pi+ o meno il tasso di rendimento solitamente è il 15% all’anno. Quindi a Tey, ammesso che accetti, andrebbe dato quello che ci ha messo più il 15%




