La situazione tra Joseph Tey e Matteo Manfredi può portare a una cessione delle quote della Sampdoria: ecco due delle clausole più rilevanti
Sarà una Primavera molto calda sul fronte societario per la Sampdoria. Joseph Tey e Matteo Manfredi si incontreranno a Dubai per fare il punto della situazione e, al momento, come riporta Il Secolo XIX, la volontà comune sarebbe quella di trovare una soluzione alla convivenza tra l’anima “anglofona”, con Tey e Nathan Walker, e quella italiana. Una soluzione che prevede, entro fine anno, la presenza di una sola testa.
L’addio non è così semplice, anche in virtù di alcune scritture private che regolano sia il possesso che la cessione delle opzioni sui rispettivi capitali sociali. Innanzitutto le banche creditrici presenti nel piano di ristrutturazione del debito – McQuarie, Bper, Credito Sportivo e Sistema – hanno la clausola “change of control”: in caso di cambio di assetto in società c’è bisognon del loro ok.
Cessione Sampdoria, Tey-Manfredi e la clausola sul debito

Joseph Tey Wei Jin (azionista Sampdoria)-Matteo Manfredi (presidente Sampdoria)
Cessione Sampdoria, le due clausole per l’addio tra Tey e Manfredi: il ruolo delle banche e il possibile stralcio del 50% dei debiti
LEGGI ANCHE Cessione Sampdoria, Il Secolo XIX, Tey-Manfredi: incontro a Dubai. A fine anno ne rimarrà solo uno…
Se, quindi, uno dei due dovesse farsi da parte in favore di nuovi investitori, servirebbe il loro consenso.
E poi c’è un’altra clausola che regola la cessione e potrebbe avere un ruolo fondamentale. Nel caso in cui si completasse un passaggio di proprietà entro il 31 dicembre 2033 e il valore offerto non bastasse a rimborsare le banche, il debito residuo con esse sarà sarebbe stralciato del 50%.
Si tratta di una clausola a cui, ai tempi, aveva lavorato il vecchio Cda, in particolare l’avvocato Antonio Romei, Gianni Panconi e Alberto Bosco. Chi subentra erediterebbe, quindi, un debito bancario ridotto del 50%, quindi di circa 25/30 milioni.



