I rapporti tra Matteo Manfredi e Jospeh Tey sono ai minimi: ecco le clausole che regolano gli accordi in caso di cessione della Sampdoria
La questione relativa alla cessione della Sampdoria è complessa. Si tratta, infatti, di trovare un punto di incontro tra i due azionisti, Joseph Tey, che detiene il 58% della Gestio Capital Structuring&Investments Solution, e Matteo Manfredi, che ha, invece, il 42% delle azioni.
E’, a tutti gli effetti, il socio di minoranza, ma le sue azioni sono di tipo “A” ovverosia con diritto di voto, a differenza di quelle di Tey che sono di tipo “B”, senza diritto di voto, tranne in quattro casi limite. Gli accordi tra i due, inoltre, prevedono delle clausole molto stringenti che rendono la questione relativa alla cessione ancora più complicata.
Cessione Sampdoria, come funziona il tag-along

Matteo Manfredi (presidente Sampdoria)
Cessione Sampdoria, dalla prelazione al tag-along: le clausole del rapporto tra Matteo Manfredi e Joseph Tey
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Come scrive Il Secolo XIX, tra Tey e Manfredi, c’è il diritto di prelazione. Secondo l’articolo 9,2, infatti, chi vuole cedere le proprie azioni a un terzo deve prima proporle all’altro socio e la prelazione deve essere esercitata entro 30 giorni. Se, però, secondo l’articolo 9.9, fosse Tey a voler cedere serve il gradimento di Manfredi, non viceversa.
C’è, poi, da considerare l’articolo 13, il tag-along: se Tey dovesse vendere a un terzo, Manfredi può decidere di vendere le sue quote allo stesso prezzo.
Se poi, secondo l’articolo 14, Tey non esercitasse né la prelazione né il tag-along entro 30 giorni, ecco che Manfredi può obbligare il socio di Singapore, entro i 15 giorni successivi, a cedere le sue quote all’acquirente.



