Indagine per i crediti fittizi del Brescia, la Procura chiede l’archiviazione per Massimo Cellino, che secondo gli inquirenti fu vittima di raggiro
Massimo Cellino è stato truffato. Questa la tesi della Procura di Brescia a proposito della vicenda che ha scosso la Serie Bkt nella scorsa stagione, determinando il fallimento delle Rondinelle, il salvataggio diretto del Frosinone e il playout tra Salernitana e Sampdoria, poi vinto dai blucerchiati.
La vicenda ha riguardato dei crediti d’imposta fittizi acquistati dal Brescia da una società che faceva capo a un 25enne di nome Gianluca Alfieri. La società lombarda non aveva potuto adempiere al pagamento delle imposte previste dalle NOIF della Figc, così che a bocce ferme la classifica del campionato cadetto è stata riscritta. Ma se dal punto di vista sportivo è andata così, le indagini ordinarie avrebbero evidenziato che Cellino non fu colpevole ma vittima.
Caso Brescia, Cellino truffato da Alfieri: la Procura chiede di archiviare le indagini

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Secondo quanto riportato dal Giornale di Brescia, il patron delle Rondinelle sarebbe stato vittima di truffa e raggiro da parte di chi ha venduto i crediti d’imposta fittizi alla sua società, poi fallita e iscrittasi al campionato di Serie C solo grazie al titolo sportivo della Feralpisalò.
L’inchiesta avrebbe dunque portato la Procura di Brescia a chiedere l’archiviazione delle indagini a carico di Cellino. Che dunque non avrebbe tentato di compiere una truffa ma ne sarebbe stato vittima. Dal punto di vista sportivo, comunque, alla CoViSoc risultò che il club bresciano non avesse pagato le imposte e da lì scattò la penalizzazione.



