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Caro Jeison, diventerai mai come loro?

di Filippo Tudisco

Anni di sorprendenti scoperte e ricche plusvalenze. Quest’anno, in difesa, tra giovani da svezzare e scommesse sbagliate giocano altri, chi c’era già, non chi è arrivato dal Barcellona, non più Jeison Murillo…

 

Prima Mustafi, poi Skriniar, l’ultimo Andersen (L’Equipe” ha stroncato la sua ultima prestazione in Champions League con un netto VOTO 2!) e ora? C’è da far crescere Julian Chabot facendo giocare Jeison Murillo. Un progetto andato affondo nel porticciolo di Bogliasco dopo qualche partita di campionato con Eusebio Di Francesco. Il colombiano, preso in estate in prestito con obbligo di riscatto a 12 milioni, è stato fin qui deludente, tenendo conto anche dell’ingente investimento compiuto dalla società. Lento e impacciato, spesso in ritardo su palloni e avversari ha certamento contribuito al disastro pre-Ranieri. Rare sono state le occasioni in cui è riuscito a mostrare il suo reale valore e la sua nota esperienza internazionale.

E con Di Francesco c’è stato il rischio di bruciare anche il giovane e roccioso Julian Chabot in campo nei 25 minuti finali con la Fiorentina, poi novanta più novanta con Inter e Verona, le due ultime figuracce blucerchiate, prima di tornare a fare la Sampdoria. Ora tocca ancora a Ranieri lavorare sul ragazzo, titolare fisso nella sua nazionale Under 21 tedesca, farlo crescere, senza fretta, senza dargli troppe responsabilità.

Ma il lavoro principale Sir Claudio dovrà farlo su Murillo. Bisogna capire se stiamo parlando di un potenziale pilastro o di un pachinaro di lusso? Di certo Jeison, nella gestione Ranieri, è stato superato nelle gerarchie da Alex Ferrari. Che dopo Roma e Bologna (un punto in due gare) ha preferito farlo sedere e far giocare altri. Ma dopo quattro panchine consecutive e con gli infortuni di Bereszynski e Depaoli, il colombiano può sperare di ritrovare un posto da titolare contro il Cagliari con un possibile spostamento di Ferrari nel ruolo di terzino. Ma le alternative non mancano, vedi Thorsby, che ha saputo cavarsela egregiamente da esterno basso nella difesa a quattro con l’Udinese. E in questo caso le panchine consecutive diventerebbero cinque…

Di sicuro la Sampdoria si è ritrovata con una grana da risolvere al più presto. Al netto delle recenti buone prestazioni del reparto difensivo, sembrano già lontanissimi i tempi in cui i difensori centrali blucerchiati risultavano garanzia di usato sicuro per molte squadre, pronte ad accaparrarsi le loro prestazioni a suon di milioni.

 

 



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