Sampdoria, il paradosso dei tre AD e i ruoli mancanti: tra l’operatività di Morelli e la firma di Fiorella. Scopri i dettagli
La Sampdoria somiglia oggi a un puzzle a cui mancano i tasselli più preziosi: ormai non ci sorprendiamo più di nulla, ma il quadro generale della società descrive un’anomalia che preoccupa in vista della prossima stagione.
Il paradosso principale riguarda la poltrona di comando corporate. Da oltre un mese Claudio Morelli frequenta quotidianamente gli uffici di Bogliasco, ma il manager svizzero resta un CEO “in arrivo” (o incoming, come scrive su LinkedIn) senza alcun potere di firma. Joseph Tey e Nathan Walker lo hanno scelto per sostituire Raffaele Fiorella, il quale però rimane l’unico rappresentante legale ufficiale. Fiorella firma i bilanci e rappresenta il club in Lega, mentre Morelli gestisce i dossier operativi senza poterli siglare ufficialmente. Questa convivenza forzata ha generato una situazione inedita: la Sampdoria vanta contemporaneamente tre amministratori delegati (Fredberg per l’area sport, Fiorella e Morelli per quella corporate), un unicum nella storia blucerchiata che alimenta solo confusione.
A complicare la gerarchia troviamo l’ombra di Nathan Walker. Il braccio destro di Tey incide su ogni scelta strategica e di mercato, pur non avendo un ruolo censito dalla FIGC. Manfredi lo aveva nominato “rappresentante dei soci” nell’agosto scorso, ma Walker non siede nel Consiglio di Amministrazione (CdA), che oggi comprende ancora De Gennaro, Bosco, Tan, Fredberg e Fiorella.
L’anomalia Sampdoria: viaggio nel club dei tre CEO dove manca ancora l’allenatore.

Nathan Walker (rappresentante azionisti Sampdoria)
Caos Sampdoria, Il Secolo XIX: non ci sorpendiamo più di nulla! Tutti i ruoli “mancanti” in società
Il vuoto più rumoroso riguarda però la guida tecnica. A quaranta giorni dalla fine del campionato, la Sampdoria non ha ancora un allenatore. Il “metodo Fredberg” ha allontanato i profili italiani più ambiti: Davide Possanzini ha preferito il Sudtirol dopo che il club gli ha negato la possibilità di portare l’intero staff di otto collaboratori. La dirigenza vuole infatti imporre un pacchetto di tecnici già sotto contratto (Thomassen, Brunner, Ferri e lo stesso Attilio Lombardo) a chiunque sieda in panchina.
Anche la pista Fabio Pecchia appare in salita a causa di un ingaggio da 600.000 euro netti e dei dubbi del tecnico sulla gestione schizofrenica del casting. Resta in piedi l’idea Luca Gotti, che ritroverebbe il suo ex vice Thomassen, ma Nathan Walker continua a sognare un profilo internazionale come l’inglese Ryan Mason. Nel frattempo, Lombardo vive una situazione “ibrida”: ha salvato la squadra ma ora si ritrova in uno staff senza capo.
I “buchi” non finiscono qui. Il Segretario Generale Massimo Ienca lascerà il suo incarico il prossimo 30 giugno, lasciando scoperta un’altra casella vitale per la gestione quotidiana. Sul fronte del campo, la situazione è altrettanto critica. Oltre al riscatto di Tjas Begic e alla permanenza di Conti, la rosa manca di un’ossatura reale.



