Dall’affare Makoumbou alla soglia degli 11 milioni del monte ingaggi: si guarda all’estero anche per costruire operazioni più sostenibili
L’operazione che ha portato Antoine Makoumbou alla Sampdoria è sì importante dal punto di vista tecnico per mister Corradi, ma assume un peso significativo anche sul piano economico. Come riportato da Il Secolo XIX, il centrocampista franco-congolese è arrivato dal Samsunspor con una formula che permette al club blucerchiato di contenere l’impatto sul monte ingaggi.
Più della metà dello stipendio di Makoumbou resterà infatti a carico del club turco. La Sampdoria sosterrà circa 150 mila euro di ingaggio, mentre il Samsunspor riceverà circa 600 mila euro per il prestito. Nell’accordo è stato inoltre inserito un diritto di riscatto fissato intorno ai 2,5 milioni di euro.
Calciomercato Sampdoria, Antoine Makoumbou l’ennesimo acquisto “estero” di Fredberg e Branco

Calciomercato Sampdoria, quanto è costato Antoine Makoumbou? I dettagli dell’operazione
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La scelta di Fredberg e Branco di guardare spesso al mercato estero non è quindi soltanto tecnica, ma anche economica. Operazioni come quella di Makoumbou permettono infatti alla Sampdoria di adottare formule più sostenibili, soprattutto quando una parte dell’ingaggio resta a carico del club di provenienza (come nel caso di Makoumbou)
Un aspetto fondamentale per i blucerchiati, che devono mantenere sotto controllo il monte ingaggi. In Serie BKT, il superamento della soglia degli 11 milioni di euro comporta infatti ulteriori obblighi e la necessità di presentare fideiussioni a garanzia, con conseguenti costi aggiuntivi per la società. Ridurre l’impatto degli stipendi diventa quindi una priorità anche dal punto di vista finanziario.
È anche per questo che il mercato estero rappresenta una risorsa importante per la Sampdoria: consente di costruire operazioni che, almeno nell’immediato, pesano meno sui conti del club. Non è un caso che, finora, l’unico acquisto effettuato in Italia sia stato Luca Ravanelli.


