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Auguri Roberto e scusaci…

di Luca Uccello
Mancini Vialli Sampdoria Libro Scudetto

Cinquantacinque anni fa nasceva Roberto Mancini. Un talento naturale che Paolo Mantovani adottò non ancora maggiorenne nella sua Sampdoria. Capitano indiscusso di mille battaglie, di tante viittorie che rimarranno per sempre nella nostra storia…

Ha sempre diviso. Da giocatore, ora da allenatore. Lo farà sempre, lui è fatto così. Lo ha fatto fino all’ultimo giorno a Genova, prima di andarsene e non tornare se non da avversario, a volta anche da estraneo. Tra storie e storielle, fra bugie e verità nascoste o mai raccontate. Roberto Mancini oggi compie gli anni, ne ha fatti 55, quindici di questi trascorsi con la nostra bella maglia blucerchiata. Merita gli auguri di tutti, il rispetto di molti, anche di chi non tifa Sampdoria, chi non è sampdoriano dalla nascita. Bobby Goal mi ha fatto godere, ci ha fatto divertire al di là di come sia andata a fine la sua storia d’amore con la nostra Sampdoria. Ognuno ha la sua idea, ha un proprio giudizio e non lo cambierà certmente ora…

Ma Roberto era un fuoriclasse, un numero 10, uno dei tanti di quei tempi, uno dei pochi che però sapeva baciare il pallone. Succedeva ogniqualvolta lo toccava con la sua scarpetta nera. Che classe, che carattere. Aveva la testa dura Il Mancio, voleva fare l’allenatore e non solo in campo. Ma allora aveva ancora un secondo papà che però lo capiva, lo sapeva prendere e rimettere dritto in campo. Bastava uno sguardo o un sorriso, a volte una semplice pacca sulle spalle. Mantovani era fatto così. Così abbiamo vinto, in questo modo ci siamo fatti conoscere e rispettare in Italia, per l’Europa, nel Mondo. Altro che Recco, Chiavari e anche Rapallo. Peccato che con ‘suo’ fratello Enrico non andassero d’accordo. Non come avrebbero dovuto per portare avanti quello che ‘loro’ padre aveva costruito con pazienza, denaro e la tanta passione. Lo stile rispetto a Paolo era diverso, ci mancherebbe. E così te ne sei andato, via, per alcuni, come un traditore. Mi è dispiaciuto non salutarti allora, l’ho anni dopo, parlandoti perché io sono cresciuto con te, con Gianluca, con una squadra che ancor oggi è una grande famiglia. Sono cresciuto vincendo anche uno scudetto che potrò raccontare di aver visto. Grazie Roberto, grazie per non aver mai dimenticato i colori che ti hanno fatto crescere, fatto diventare un campione, oggi l’allenatore dell’Italia intera… Auguri e Forza SAMPDORIA



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