Alisha Lehmann ha mollato i freni, la calciatrice arrivata in Italia prima alla Juventus Women e poi al Como si è raccontata senza filtri
Dimenticate la ragazza sorridente dei selfie perfetti. Quella che parla oggi è una Alisha Lehmann in versione “punte di ferro”, pronta a entrare in tackle su critici, hater e su un passato recente che le stava stretto. La calciatrice più glamour del mondo ha deciso di svestire i panni della “Barbie del pallone” per indossare quelli, ben più pesanti, di un’atleta che esige rispetto.
L’accusa che le piove addosso più spesso? Quella di essere una “creator prestata al calcio”. La risposta di Alisha è una sventagliata che non lascia spazio a repliche: “Non vado a casa a fare i TikTok dopo le partite“. Un messaggio diretto a chi pensa che la sua vita sia solo filtri e ring-light. “C’è il sudore, c’è la fatica, c’è il lavoro tattico. La gente vede il trucco e pensa che io non soffra in campo, ma si sbagliano di grosso“. La Lehmann rivendica il diritto di essere bella e competitiva, senza che l’una cosa escluda l’altra.
Ma la vera bomba Alisha la sgancia sul suo passato recente. L’esperienza al Como (successiva a quella in bianconero) non è stata il giardino fiorito che molti immaginavano. Dietro i sorrisi di facciata, la svizzera ha ammesso un malessere profondo: “A Como non stavo bene”.
Alisha Lehmann non era felice in Italia
Alisha Lehmann non stava bene in Italia: Como non mi piaceva..
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Un’ammissione onesta, quasi brutale, che spiega un rendimento a fasi alterne e una scintilla mai scoccata del tutto con l’ambiente lariano. “Se non sei serena fuori dal campo, non puoi esserlo dentro“, ha lasciato intendere. Una fuga verso il benessere psicologico, prima ancora che verso nuovi traguardi sportivi, che mette a nudo la fragilità umana dietro l’armatura da influencer.
Oggi Alisha è un fiume in piena. Non è più la calciatrice della Juventus, non è più l’ombra di se stessa vista sulle rive del lago. È una donna che ha capito che la sua immagine è un potere, ma il suo calcio è l’unica verità che conta.
Agli hater che continuano a digitare veleno dalle loro tastiere, lei risponde con la freddezza di un attaccante: continuate pure a guardare i miei video, mentre io continuo a scrivere la mia storia. E questa volta, le regole del gioco le detta lei.



