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A testa alta. Altissima…

di Alessandra Campodonico

Con questo atteggiamento, ci salviamo. E lo dico senza timore di smentita. Al punto che quasi mi dispiace che ci sia la pausa natalizia, perché la Sampdoria vista in campo contro la Juventus di tutto ha bisogno meno che di perdere il ritmo. Nonostante l’assoluta disparità di mezzi tecnici, per l’intensità vista fino almeno al ’60 la Sampdoria non è stata seconda a nessuno sul campo. Nemmeno a quel tridente delle meraviglie che, contro una squadra da zona salvezza, avrebbe dovuto segnare a grappoli. E invece la Juventus di Sarri si è trovata davanti a una Sampdoria viva, pronta a sfruttare ogni minima sbavatura, intercettare i palloni più sporchi e fare la partita in casa propria, galvanizzata da un derby vinto e da un pubblico che, nonostante la contestazione aperta verso la società, non ha mai fatto mancare il proprio supporto ai giocatori. Su questo i tifosi della Sampdoria, ne hanno da insegnare a tutta Italia.

Ma torniamo alla gara. Audero sì, Audero no, Audero che non fa miracoli, portiere sul quale non si può contare… Dire che contro la Juventus abbiamo perso per il portiere, è intellettualmente disonesto. Perché prendere quel tiro di Dybala e l’icornata imperiosa di Ronaldo, finita in prima pagina su tutti i quotidiani sportivi, che su quel palo di testa segna sempre a occhi chiusi, sarebbe stato impossibile per chiunque. Giustissimo citare l’uscita a farfalle che ha causato il 3-1 in fuorigioco, ma nessuno ha menzionato la prontezza sulla deviazione di tacco di Bonucci su un altro tiro da fuori nel primo tempo, che avrebbe colto alla sprovvista sicuramente il portiere distratto e superficiale che alcuni tifosi hanno in testa quando parlano del nostro numero 1. Numero 1 che, spesso ci si dimentica, non ha ancora 23 anni ed è alla seconda in Serie A, categoria nella quale ha esordito subito in prima linea, da titolare, senza se e senza ma. Alla stessa età, colleghi come Perin, Gollini e Consigli hanno tenuto un rendimento certamente non superiore. A 21 anni, età dell’esordio da titolare in Serie A del nostro portiere, Salvatore Sirigu e Federico Marchetti non avevano ancora idea di come fosse uno stadio della massima serie. Dopo anni passati a esaltare portieri simpatici e ma mediocri, è bene tenersi stretto questo ragazzo.



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