Antonio Cassano torna ad attaccare il presidente dell’Inter Beppe Marotta e racconta alcuni retroscena legati agli anni condivisi alla Sampdoria
Antonio Cassano torna all’attacco e questa volta nel mirino finisce Giuseppe Marotta. Nel corso dell’ultima puntata di Viva el Futbol, l’ex fantasista non ha risparmiato critiche al presidente dell’Inter, arrivando a definirlo la rovina del calcio italiano. Parole durissime, accompagnate da una serie di considerazioni sulle competenze del dirigente nerazzurro e da alcuni retroscena legati alla loro esperienza comune alla Sampdoria.
Marotta è l’incompetenza assoluta, la rovina del calcio italiano
Cassano, ha spiegato i motivi del suo giudizio
Io Marotta lo conosco bene, sono stato tre anni con lui. Non è competente nei conti, non è competente nei giocatori, non è credibile con i giocatori, gli allenatori non parlano con lui di calcio
Secondo FantAntonio, il punto di forza del dirigente sarebbe soprattutto il rapporto con la stampa.
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Proprio tornando agli anni trascorsi a Genova, Cassano ha raccontato un episodio che coinvolgerebbe Salvatore Asmini, storico collaboratore di Marotta durante l’esperienza blucerchiata. Secondo il racconto dell’ex attaccante, quando il dirigente lasciò la Sampdoria per trasferirsi alla Juventus, avrebbe promesso ad Asmini di portarlo con sé.
Tranquillo, tu vieni con me
Una promessa che, sempre secondo la versione di Cassano, non sarebbe mai stata mantenuta: Asmini ancora oggi, a distanza di più di dieci anni, sta ancora aspettando la chiamata. Non l’ha mai più chiamato. Marotta avrebbe poi scelto Fabio Paratici per affiancarlo nella nuova avventura bianconera.
Non è l’unico retroscena legato alla Sampdoria svelato da Cassano. L’ex fantasista ha infatti rivendicato di aver contribuito personalmente all’allontanamento di Marotta dalla società blucerchiata, raccontando di aver avuto un confronto con il dirigente dopo aver scoperto che avrebbe trattato un suo possibile trasferimento alla Fiorentina senza informare il presidente Riccardo Garrone
Io, orgogliosamente, grazie alla buonanima di Garrone, l’ho fatto mandar via




