Alla Sampdoria di Luca D’Angelo è bastato poco per muovere la classifica. Maggior attenzione dietro grazie anche al modulo e più concentrazione, ma per vincere una partita serve ancora qualcosa di più
Come al solito basta non perdere per essere tutti felici. Per carità per il punto conquistato da Luca D’Angelo lo sono anch’io. Ma perché esaltare una prestazione di squadra che non c’è stata? E soprattutto contro una squadra che, al di là della classifica, è inguardabile? Si perché il Sudtirol di Fabrizio Castori (che ripeto avrei voluto sulla panchina della Sampdoria oggi) era un’altra cosa.
Una squadra muscoli e carogna. Quella che le nostre signorine in campo, fatta eccezione per Liam Henderson, non hanno nel loro curriculum vitae. Probabilmente non è una qualità gradita sull’Isola di Man…
Dico questo perché come sempre i social falsano la realtà. E la realtà è che la Sampdoria dovrà soffrire fino alla fine per vincere una partita senza Lorenzo Insigne in campo. E dovrà chiudersi per benino se non vorrà subire mai un goal. Nemmeno in pieno recupero su un rigore che c’è tutta la vita. Braccio largo e pallone indirizzato verso la porta (basta guardare il replay da dietro). Ci sta. Non parliamo di furto. Parliamo di altro.
E cioè di giocatori sbagliati. Presi in estate, scambiati, ancora una volta per stelle luminose, per giocatori che hanno scelto la Sampdoria, il progetto vincente di Fredberg e Branco.
Per il momento vedo solo stelle cadenti. Da Luca Ravanelli sempre infortunato a Tobias Lauritsen. Poi vogliamo parlare di Mbabu? O di Karamoh? E poi del pupazzo di neve in porta? E di Stefan Gartenmann?
Sampdoria, Luca D’Angelo ha pensato prima di tutto a non prenderle! Giusto così

Sampdoria, basta poco per muovere la classifica. Ma ci vuole ancora altro per vincere le partite!
LEGGI ANCHE Südtirol-Sampdoria, buona la prima per Andrey Krastev. I voti dei quotidiani
A Bolzano ho visto una Sampdoria attenta, più concentrata a non prenderle che a darle. Oliver Albildgaard ha fatto più il difensore aggiunto che il centrocampista (un ruolo che forse non si sente nemmeno più addosso). Mi sta bene credetemi. Ora serve fare punti, muovere davvero la classifica. Riacquisisre fiducia e forza mentale. Accetto tutto ma non vediamo quello che non c’è. Dopo la partita di Palermo ho sentito di tutto. Noi che dominiamo sulla squadra di Inzaghi. Dopo quella vinta col Catanzaro ho sentito parlare di carattere e non di regalo…
Poi però apriamo gli occhi e ci ritroviamo in fondo, per colpe nostre. Anche i mugugni sugli arbitri sono scuse. E le scuse, la ricerca di un alibi per giustificare qualcosa che non va è sinonimo di perdente. E noi lo siamo da troppo tempo.
A Bolzano è stato fatto un primo punto. Potevo essere tre certo. Ora ad Ascoli andiamo per fare altri punti. Andiamo con troppi giocatori infortunati ancora una volta.
E magari una volta per tutte ci spiegheranno da Bogliasco cosa succede, per quanto Insigne & company dovranno fare gli spettatori di un campionato in cui c’è da soffrire. Almeno per noi.



