Trasferta al Druso di Bolzano per i 233 irriducibili tifosi della Sampdoria: il debutto di mister Luca D’Angelo si chiude tra la contestazione e pochi applausi per la squadra.
Il freddo e le montagne del Druso fanno da cornice a un esordio che lascia scorie pesanti in casa blucerchiata. Sono esattamente 233 i tifosi della Sampdoria che hanno macinato centinaia di chilometri per sostenere la maglia in questa complessa trasferta altoatesina. Un attestato di fede viscerale e incondizionato che non è bastato tuttavia a scuotere il gruppo sul rettangolo di gioco.
La prima panchina di Luca D’Angelo si è infatti consumata tra l’amarezza di un verdetto di campo che non soddisfa le attese e acuisce la crisi. Al triplice fischio finale, sotto il settore ospiti, la delusione ha preso il sopravvento trasformandosi in una contestazione aperta verso i giocatori. I pochi e timidi applausi della vigilia si sono sciolti rapidamente in una pioggia fragorosa di fischi e mugugni. Un segnale chiaro e inequivocabile che fotografa lo stato d’animo di una piazza ormai stremata da troppi mesi di false partenze.
Sampdoria, finisce tra i fischi al Druso…
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Gli irriducibili saliti fino a Bolzano hanno cantato a lungo con orgoglio, ma la risposta del campo ha mostrato tutta la fragilità mentale del collettivo. Per il nuovo tecnico si preannuncia un lavoro immane sul piano tattico e soprattutto psicologico per restituire dignità alla squadra.
Il tempo delle giustificazioni è scaduto e la pazienza del popolo doriano è arrivata ufficialmente al punto di non ritorno. La trasferta di Bolzano lascia in eredità macerie emotive che lo staff tecnico dovrà ripulire d’urgenza per evitare un crollo definitivo. La strada per la risalita si preannuncia una scalata impervia che richiede risposte immediate a partire dalla prossima gara casalinga.



