Dalla tutela dell’immagine alla sicurezza digitale, fino alla pianificazione finanziaria e al trust: professionisti del diritto e della consulenza si sono confrontati sulle strategie per proteggere il patrimonio di atleti e personaggi pubblici
Più cresce il patrimonio, più aumenta la necessità di proteggerlo. Per atleti e celebrities, tuttavia, la tutela non riguarda soltanto i beni materiali e gli investimenti finanziari, ma anche reputazione, immagine e identità personale.
È questo il tema al centro dell’incontro Celebrities e tutela patrimoniale, che si è svolto a Casa Milan e ha riunito professionisti del diritto e della consulenza per approfondire le sfide legate alla gestione di patrimoni costruiti anche grazie alla notorietà pubblica.In un contesto in cui la carriera sportiva può generare ricavi significativi in tempi relativamente brevi, ma è esposta a una durata limitata e a rischi reputazionali crescenti, la protezione richiede un approccio integrato: dal diritto sportivo alla proprietà intellettuale, fino alla sicurezza digitale e alla pianificazione finanziaria. Un percorso che deve considerare non soltanto il capitale accumulato, ma anche gli asset immateriali e la capacità di preservare nel tempo il valore economico della propria immagine.
Diritto sportivo e sostenibilità della carriera
Ad aprire il confronto è stato l’avvocato Pier Antonio Rossetti, esperto di diritto sportivo e coordinatore dell’Associazione Italiana Avvocati dello Sport, che ha inquadrato il peso economico del settore, pari, secondo i dati richiamati durante l’incontro, a circa il 2-3% del Pil italiano, evidenziandone al tempo stesso le criticità strutturali.
Lo sport è una vera e propria industria, caratterizzata da costi del personale che possono raggiungere il 60-70% e da un equilibrio economico spesso difficile
Una dimensione imprenditoriale che rende necessaria una gestione consapevole delle risorse, soprattutto quando i guadagni si concentrano in una finestra professionale relativamente breve. La tutela, ha sottolineato Rossetti, deve partire dalla persona e comprendere famiglia, formazione scolastica e salute: elementi che incidono direttamente sulla durata e sulla sostenibilità della carriera. Anche la gestione contrattuale dell’immagine richiede attenzione, poiché negli accordi collettivi del calcio, in determinate condizioni, il suo sfruttamento può essere ricompreso nel contratto. Comprendere i limiti e le opportunità degli accordi diventa quindi essenziale per evitare che un asset di valore venga gestito senza un’adeguata strategia.
Il valore degli asset immateriali e della proprietà intellettuale

Celebrities e tutela patrimoniale: a Casa Milan il valore della notorietà
Sul valore economico della notorietà e sulla tutela degli elementi distintivi dell’identità personale si è concentrata l’avvocato Elena Rondinelli, approfondendo il ruolo della proprietà intellettuale nella tutela e valorizzazione dell’identità e degli sportivi protezione e valorizzazione del patrimonio immateriale degli sportivi. Risultati, talento e rapporto con il pubblico possono trasformare elementi apparentemente personali in risorse riconoscibili e sfruttabili commercialmente.
La notorietà trasforma una persona in un punto di riferimento per milioni di altre persone; e tutto ciò che la rende riconoscibile, il nome, il volto, la voce, la firma, un gesto, diventa capace di attrarre attenzione e fiducia
Un gesto distintivo, un soprannome o un simbolo possono diventare segni immediatamente associati a un atleta, acquisendo valore in termini di comunicazione, sponsorizzazioni e attività commerciali.
La notorietà, da sola, non è un diritto: lo sport è un ecosistema di beni intangibili
ha osservato ancora Rondinelli, richiamando l’importanza della fiducia, del senso di appartenenza e della visibilità, anche nel mercato dell’influencer marketing.
Il valore economico della notorietà richiede infatti strumenti giuridici differenti e complementari, dal diritto all’immagine alla registrazione dei marchi, fino alla disciplina contrattuale del loro sfruttamento.
La proprietà intellettuale offre molteplici strumenti di tutela, che riguardano non soltanto i segni distintivi tradizionali, ma anche nomi, firme, numeri di maglia, silhouette e gesti caratteristici, così come, nel più ampio ecosistema sportivo, mascotte, trofei e cori. Particolare attenzione va riservata alla titolarità dei marchi legati all’identità degli atleti, che possono essere registrati anche da sponsor o partner commerciali in forza di specifici accordi contrattuali.
Le nuove tecnologie, e in particolare l’intelligenza artificiale e i deepfake, pongono inoltre ulteriori sfide alla protezione dell’identità personale, rendendo sempre più necessaria una tutela integrata, nella quale i diritti di marchio si affianchino ai diritti della personalità.La tutela legale diventa quindi uno strumento per preservare l’identità dello sportivo e disciplinare le modalità con cui il suo valore viene sfruttato commercialmente, anche attraverso sponsorizzazioni, licenze e collaborazioni con terzi.
Reputazione e sicurezza digitale: prevenire le crisi
L’avvocato Giovanni Briola ha affrontato il rapporto tra reputazione, rischio digitale e gestione delle crisi, in uno scenario in cui la diffusione delle informazioni può amplificare rapidamente le conseguenze di un episodio negativo.
La reputazione stessa genera ricchezza…
ha sottolineato, evidenziando come la credibilità pubblica rappresenti un capitale economico da proteggere.Tra le minacce emergenti figurano i deepfake realizzati con l’intelligenza artificiale, gli attacchi provenienti da ex partner o collaboratori e i rischi fiscali, capaci di compromettere non soltanto il patrimonio, ma anche l’immagine pubblica. Per le celebrities, inoltre, il processo mediatico può svilupparsi secondo logiche e tempi differenti rispetto a quelli giudiziari, con effetti potenzialmente immediati su contratti, sponsorizzazioni e relazioni professionali.In caso di emergenza, la prevenzione deve tradursi in procedure precise.
Non pagare i ricattatori, non cancellare le prove digitali, mettere in sicurezza i dispositivi, ricostruire flussi e deleghe e coordinare una strategia multidisciplinare
Indicazioni che sottolineano la necessità di agire con tempestività, conservare le evidenze e coinvolgere competenze legali e tecniche, evitando iniziative impulsive che potrebbero aggravare la situazione. La gestione della reputazione non può quindi essere affidata soltanto alla comunicazione successiva a una crisi: richiede protocolli preventivi, attenzione alla sicurezza delle informazioni e una chiara individuazione delle responsabilità.
Pianificazione finanziaria: proteggere il futuro oltre il ritiro
La gestione del patrimonio durante la carriera è stata al centro dell’intervento di Andrea Scaltrito, Team Leader Sports Wealth Management di Cherry Bank, che ha evidenziato la vulnerabilità finanziaria degli sportivi al termine dell’attività agonistica. Secondo i dati di The Professional Players Federation (PPF) , a cinque anni dal ritiro il 52% dei giocatori intervistati si trova in difficoltà economiche, mentre le perdite dichiarate riconducibili a frodi e cattiva consulenza raggiungono i 974 milioni di euro (fonte EY US).Numeri che evidenziano la necessità di una pianificazione costruita sulle caratteristiche della carriera sportiva e competenze finanziarie specifiche come quelle che offre Cherry Bank con i servizi di Wealth Management e una divisione integralmente dedicata allo Sport Wealth Management.
La fase più importante è quella in cui l’atleta, ancora nel pieno della carriera – spiega Scaltrito -: inizia a pianificare il futuro e costruisce, per tempo, una strategia patrimoniale sostenibile anche dopo il ritiro
Il punto non è soltanto investire i guadagni, ma stabilire un equilibrio tra spese, obiettivi personali, investimenti e prospettive future. La disponibilità di entrate elevate in una fase limitata della vita professionale può infatti creare una percezione distorta delle proprie possibilità economiche, soprattutto in assenza di una strategia di lungo periodo.
La pianificazione finanziaria diventa così uno strumento per accompagnare l’atleta durante la carriera e preparare la transizione verso una nuova fase professionale e personale.
Il trust come strumento di protezione patrimoniale
A completare il quadro è stato l’intervento dell’avvocato Matteo Pettinari di In Media Trust, dedicato al ruolo del trust nella protezione e nella gestione del patrimonio. Lo strumento consente di destinare determinati beni a uno scopo e di affidarli a una gestione separata, secondo le regole stabilite nell’atto istitutivo, con l’obiettivo di organizzare il patrimonio e disciplinarne l’amministrazione.
Il trust è uno degli strumenti più adatti per separare il patrimonio dalla persona, proteggendolo sia da decisioni poco consapevoli sia da possibili aggressioni esterne
Una struttura particolarmente rilevante per gli sportivi internazionali, la cui carriera può comportare cambi di residenza per ragioni professionali o fiscali. Il trust permette di attribuire ai beni conferiti un’autonomia rispetto al patrimonio personale del disponente, che in molti casi può essere anche beneficiario, affidandone la gestione a un trustee secondo le finalità previste. Come ha spiegato Pettinari, questa organizzazione può accentrare adempimenti amministrativi, pagamenti e investimenti strategici, favorendo una gestione coordinata. Il trust può inoltre offrire una struttura utile per pianificare la destinazione dei beni nel tempo. La sua efficacia, tuttavia, dipende dalla corretta impostazione giuridica, dalla finalità concreta e dalla valutazione delle conseguenze fiscali applicabili al singolo caso.


