Luca D’Angelo debutta sulla panchina della Sampdoria sabato 24 ottobre, alle 15, contro il Südtirol.
La Samp arriva all’appuntamento con quattro punti in sette giornate, sette gol segnati e quindici subiti. In trasferta ha raccolto soltanto il pareggio di Cesena, seguito dalle sconfitte contro Palermo, Mantova e Avellino. Seguendo la classifica e secondo le quote sulla serie B, non sarà una partita semplice. Per il pubblico blucerchiato, provato da un altro avvio difficile, l’attesa si concentra soprattutto su una domanda: quanto può incidere un allenatore in quarantotto ore? Qualcosa può cambiare già nelle scelte, nelle consegne e nella capacità di affrontare i momenti delicati. È da qui che deve cominciare il lavoro di D’Angelo.
Il bilancio spiega l’urgenza del momento, ma sono soprattutto le ultime due partite a mostrare dove intervenire. Ad Avellino, il pareggio di Insigne al 18’ è stato seguito da tre reti avversarie tra il 20’ e il 29’. Contro l’Arezzo, il vantaggio di Henderson al 9’ è durato appena sei minuti, prima del sorpasso ospite nella ripresa. La Samp ha trovato la porta in entrambe le gare, senza riuscire a costruire su quei gol una prestazione capace di portare punti.
Da queste sequenze emerge una priorità: dare continuità alla partita anche quando un episodio ne cambia l’inerzia. D’Angelo ha indicato proprio l’aspetto mentale e il temperamento tra i primi ambiti di lavoro, considerando il poco tempo disponibile. La nostra lettura tattica parte da qui: responsabilità più chiare, compagni più vicini e reazioni coordinate dopo un errore possono aiutare la squadra a ritrovare sicurezza. Al Druso, il comportamento nei minuti successivi alla prima difficoltà dirà molto sulla capacità dei blucerchiati di recepire il messaggio.
Le prime mosse: centrocampo, distanze e palloni per Lauritsen

Südtirol–Sampdoria, cosa può cambiare D’Angelo in due giorni
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La prima novità potrebbe riguardare la distribuzione dei compiti a centrocampo. D’Angelo avrebbe provato Abildgaard davanti alla difesa e Makoumbou da mezzala sinistra. Sono indicazioni di allenamento da confermare, ma offrono uno spunto concreto: si può intervenire sugli equilibri anche mantenendo una struttura conosciuta. Contro l’Arezzo la Samp era partita con il 4-3-2-1, con Verschaeren e Begić alle spalle di Lauritsen. Ridefinire i riferimenti nella zona centrale potrebbe aiutare sia la protezione difensiva sia lo sviluppo dell’azione.
D’Angelo ha dichiarato di volere una Samp dinamica, verticale e propositiva. Per avvicinarsi a quell’idea servirà soprattutto collegare meglio i reparti. Nell’analisi della partita, sarà utile osservare cosa accade quando il pallone raggiunge Lauritsen: quanti compagni accompagnano l’azione, quali soluzioni offrono e chi si prepara a raccogliere una seconda palla. La verticalità diventa un vantaggio quando la squadra sostiene chi riceve. Sono movimenti e distanze che richiederanno lavoro, ma sui quali il nuovo allenatore può iniziare a dare indicazioni precise già per l’esordio.
Il Druso chiede risposte: il Südtirol è un esame vero
Il Südtirol arriva dal 3-0 subito contro la Juve Stabia, ma fermarsi all’ultimo risultato sarebbe un errore. Quella è stata la prima sconfitta in campionato degli altoatesini, capaci di raccogliere dodici punti nelle prime sette giornate. In casa sono ancora imbattuti: due vittorie, due pareggi e un solo gol incassato. La Samp troverà quindi un avversario che al Druso ha saputo difendere i propri risultati. Per creare occasioni serviranno lucidità, sostegno all’attacco e attenzione a ciò che succede quando il possesso cambia squadra.
Bolzano offrirà una prima misura del lavoro di D’Angelo. I punti hanno già un peso enorme, e insieme al risultato andranno cercati segnali riconoscibili: una squadra che si muove unita, aiuta il compagno in difficoltà e continua a giocare dopo un errore. I tifosi aspettano risposte sul campo, dopo un avvio che ha consumato entusiasmo e fiducia.
Per chi segue la Samp, ogni ripartenza porta con sé speranza e diffidenza. Cambia l’allenatore, si rinnovano le aspettative, ma il peso delle delusioni resta. D’Angelo ha riconosciuto il sostegno del pubblico blucerchiato, sottolineando che spetta alla squadra ripagarlo attraverso il lavoro e l’impegno. È un punto che tocca il cuore di questa vigilia: la fiducia passa dai comportamenti, dalla corsa per aiutare un compagno alla determinazione con cui si affronta un pallone conteso. A Bolzano i tifosi cercheranno anche questo: una Samp capace di assumersi le proprie responsabilità e restare dentro la partita fino all’ultimo. Da lì può cominciare a ricostruirsi un legame ferito dai risultati.



