La retrocessione, il peso delle responsabilità e un dolore difficile da dimenticare. Ronaldo Vieira racconta la stagione più buia della storia della Sampdoria
Ci sono stagioni che lasciano ferite profonde, soprattutto quando si indossa la maglia di una società storica e si è consapevoli delle aspettative di un’intera tifoseria. Per Ronaldo Vieira, la stagione 2024/2025 con la Sampdoria è stata una delle pagine più dolorose della carriera, vissuta tra difficoltà di campo, cambi in panchina e una retrocessione che sembrava inevitabile.
Nell’intervista concessa a Gianlucadimarzio.com, il centrocampista ha raccontato senza nascondersi quella maledetta annata, svelando quanto la situazione lo avesse segnato anche nella vita privata. Un racconto che restituisce il peso di una stagione nella quale la Sampdoria, partita con l’ambizione di tornare in Serie A, si è ritrovata a lottare per evitare il baratro della Serie C.
La stagione si era trasformata progressivamente in un incubo. I risultati non arrivavano, gli allenatori si alternavano e la squadra non riusciva a trovare continuità. La retrocessione sul campo, arrivata dopo la sconfitta di Castellammare di Stabia contro la Juve Stabia, è stato il punto più basso, prima degli sviluppi legati al caso Brescia e della successiva disputa dei playout contro la Salernitana.
Vieira non cerca alibi e racconta che:
È stato un anno brutto da tutti i punti di vista, calcistico e personale. Avevamo una squadra, ma qualcosa non funzionava. Ci sono stati tanti cambi di allenatore e noi giocatori avevamo le nostre responsabilità, ma non eravamo gli unici
Parole che sottolineano come quel fallimento sportivo non potesse essere ricondotto soltanto alle prestazioni dei singoli calciatori…
Ex Sampdoria, Ronaldo Vieira torna sull’anno della retrocessione: avevamo una squadra, ma qualcosa non funzionava

Lorenzo Ariaudo (team manager Sampdoria)-Attilio Lombardo (viceallenatore Sampdoria)-Alberico Evani (allenatore Sampdoria) – Delusione finale
Ex Sampdoria, Ronaldo Vieira: dopo la retrocessione a Castellammare non uscivo di casa, ma non è stata solo colpa nostra…
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Per Vieira, la retrocessione e il clima che si era creato attorno alla squadra non erano rimasti confinati al terreno di gioco.
Per tantissimo tempo non sono uscito di casa. Quando ci penso ancora oggi mi cambia la voceLa Sampdoria non doveva neanche essere in Serie B e noi avevamo il compito di riportarla in A. Invece abbiamo fatto peggio
Una delusione amplificata dal rapporto con i tifosi, che nonostante la stagione horror hanno continuato a sostenere la squadra in ogni partita. Vieira lo sa bene:
I tifosi vivono per la Samp. Sono sempre stati presenti, in casa e fuori. Noi come minimo dovevamo sudare per quella maglia
E ancora, riferendosi ai confronti avuti con i tifosi:
Capisco anche alcuni confronti che ci sono stati: calcisticamente potevano dirci quello che pensavano, perché sapevamo quanto quella squadra significasse per loro. Sono loro che fanno la Sampdoria
Dopo gli anni in Italia, tra Sampdoria, Verona e Torino, Vieira ha scelto nel 2025 di cambiare completamente ambiente, trasferendosi negli Stati Uniti per giocare nella Major League Soccer con i San Jose Earthquakes.
Una decisione maturata anche per ritrovare serenità dopo una stagione complicatissima:
Ho fatto questa scelta per me. Dopo tutto quello che era successo l’anno prima dovevo cambiare aria, perché anche mentalmente non stavo bene
Il trasferimento in America gli ha permesso di ritrovare un contesto nel quale lavorare con maggiore tranquillità e concentrarsi nuovamente sul calcio.
L’organizzazione e gli stadi sono fantastici. Avevo bisogno di questa tranquillità e oggi mi sento bene, anche fisicamente. Sono contento della scelta che ho fatto



