Ronaldo Vieira torna su una delle giornate più incredibili della storia recente della Sampdoria: il rigore parato da Audero a Criscito. Ma nell’intervista a Gianlucadimarzio.com c’è spazio anche per Giampaolo e Quagliarella
Ci sono partite che non si dimenticano, momenti che restano impressi nella memoria anche a distanza di anni. Per Ronaldo Vieira, uno di questi è senza dubbio il derby contro il Genoa del 30 aprile 2022, deciso dalla parata di Emil Audero sul rigore di Criscito. Un episodio che il centrocampista inglese, oggi negli Stati Uniti, ha ancora negli occhi e nel cuore.
Nell’intervista concessa a Gianlucadimarzio.com, l’ex giocatore blucerchiato ha ripercorso alcuni dei momenti più significativi della sua esperienza a Genova, soffermandosi proprio su quella stracittadina e sul rapporto con la Sampdoria, una squadra che continua a occupare un posto speciale nei suoi ricordi
Il ricordo è quello del 30 aprile 2022. La Sampdoria è avanti 1-0 e sta cercando di portare a casa una vittoria che significherebbe salvezza. Nel recupero, però, il Genoa ha l’occasione di pareggiare dal dischetto. L’arbitro Maresca fischia rigore dopo un controllo al VAR per mano di Alex Ferrari. Sul pallone si presenta Criscito, mentre davanti a lui c’è Audero:
Quando l’arbitro ha fischiato mi sono venute le lacrime agli occhi. Ho pensato: “Non è possibile”. Avevamo giocato come una squadra che non voleva perdere e sapevamo quanto fosse importante quella partita
Poi la parata del portiere blucerchiato, destinata a entrare nella storia del derby della Lanterna. Vieira ricorda anche quello che successe subito dopo:
Quando l’ha parato sono andato a prendere la palla. Mi sono girato e davanti a me vedevo non so quante maglie blucerchiate, perché dalla panchina erano entrati tutti in campo. È una sensazione che non dimenticherò mai
Ex Sampdoria, Ronaldo Vieira: «Il derby di Audero? Quando Maresca ha fischiato mi sono venute le lacrime agli occhi

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Nel racconto dell’ex centrocampista c’è spazio anche per Marco Giampaolo, allenatore che ha avuto un ruolo fondamentale nella sua formazione calcistica. Vieira arrivò a Genova nell’estate del 2018, dopo l’esperienza al Leeds, e si trovò catapultato in un calcio completamente diverso da quello inglese:
Quando sono arrivato non parlavo italiano. Mi diedero subito dei fogli con le parole più importanti che usava il mister. Qualche volta non capivo quello che diceva e lo facevo arrabbiare, ma mi ha sempre trattato come un figlio. Tatticamente mi ha insegnato tantissimo: alcune cose che ho imparato con lui le faccio ancora oggi
Non a caso, quando gli viene chiesto quale allenatore abbia inciso maggiormente sulla sua carriera, il pensiero torna proprio al tecnico di Giulianova. Un legame costruito attraverso il lavoro, le richieste quotidiane e anche qualche lezione particolarmente severa.
Vieira ricorda, in particolare, una multa ricevuta per essere arrivato in ritardo a una riunione alla vigilia di una partita. Giampaolo gli spiegò che quella punizione serviva a fargli capire l’importanza della disciplina. Un episodio che, a distanza di anni, l’ex blucerchiato racconta con il sorriso.
Tra i dolci ricordi genovesi di Ronny non poteva mancare Fabio Quagliarella, compagno di squadra e capitano di quella Sampdoria. Di lui ha detto:
Era diverso dagli altri. Un attaccante che sentiva dove sarebbe arrivata la palla e aveva la qualità per fare gol. È stato anche un capitano esemplare: non parlava tantissimo, ma bastava guardarlo per capire



