Rivelazione toccante su Cristian, il primogenito dell’ex capitano della Roma Francesco Totti: l’addio al calcio giocato a diciannove anni è stato causato da una grave patologia al cervello.
Un fulmine a ciel sereno che sgombra il campo dai pregiudizi e racconta una storia di grande sofferenza familiare.
Dietro l’addio al calcio giocato di Cristian Totti, annunciato al termine della parentesi in Serie D con l’Olbia a soli diciannove anni, non c’erano le difficoltà psicologiche di sostenere il peso di un cognome ingombrante, bensì una seria patologia medica.
A rivelare retroscena e dettagli di questa dolorosa vicenda è stato proprio il padre Francesco, storica bandiera della Roma, attraverso le pagine della sua autobiografia Oltre e in una toccante intervista rilasciata al Corriere dello Sport-Stadio. Il ragazzo soffriva fin da piccolo di frequenti emicranie, inizialmente scambiate per semplice stanchezza dovuta all’attività agonistica.
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Una Tac eseguita per altri controlli ha invece evidenziato un’occlusione all’acquedotto di Silvio, un canale fondamentale per il passaggio del liquido cerebrospinale nel cervello. Nonostante l’intervento chirurgico abbia risolto la situazione clinica garantendogli la piena guarigione, i medici hanno caldamente sconsigliato al giovane di proseguire l’attività professionistica per evitare impatti e colpi di testa potenzialmente rischiosi.
Non potendo più inseguire il sogno di calcare i grandi stadi come il celebre papà, Cristian ha dimostrato enorme maturità reinventandosi dietro le quinte: oggi lavora nella scuola calcio di famiglia, dove mette la propria passione e la propria esperienza al servizio dei giovani talenti di domani.



