Stretta dell’Agcom sul settore delle scommesse sportive: i siti di infotainment dovranno obbligatoriamente dotarsi di una redazione giornalistica e di un direttore per evitare sanzioni.
La linea della fermezza istituzionale sul fronte della promozione del gioco d’azzardo compie un ulteriore, decisivo passo in avanti. In seguito alle sollecitazioni del mondo politico e, in particolare, del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, l’Agcom ha annunciato l’apertura di una consultazione pubblica della durata di trenta giorni per ridefinire i confini normativi dei siti di infotainment sportivo legati ai marchi di scommesse.
Negli ultimi anni questi portali – spesso caratterizzati da suffissi come .live o .tv riconducibili ai colossi del betting – si sono moltiplicati in rete, sfruttando il discrimine dell’articolo 9 del decreto Dignità per aggirare il divieto assoluto di pubblicità. Finora l’esclusione dalla sanzione era garantita dalla natura informativa dei contenuti, un canale che ha permesso ai concessionari di investire cifre imponenti: basti pensare che nella stagione 2025-2026 le sponsorizzazioni nel solo campionato di Serie A valgono circa 40 milioni di euro, un supporto vitale per i bilanci del calcio italiano, seppur lontano dai 120 milioni pre-decreto.
Scommesse arriva la stretta
Calcio Scommesse, arriva la stretta adesso serve una redazione
LEGGI ANCHE Wanda Nara esagera ancora il look ma in tilt i follower
Le nuove disposizioni impongono ora una svolta radicale: per continuare a godere dell’esenzione ed evitare la scure del divieto, tali piattaforme dovranno necessariamente strutturarsi come vere e proprie testate giornalistiche, dotandosi obbligatoriamente di un direttore responsabile e di flussi di aggiornamento effettivi e frequenti.
Il giro di vite prevede inoltre il divieto assoluto di inserire strumenti di reindirizzamento verso l’offerta di gioco, l’apertura di conti, quote, pronostici, bonus e persino i loghi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, tracciando un confine netto e insuperabile tra l’informazione indipendente e qualsiasi forma di marketing mascherato



