Andrea Radrizzani si dice più legato alla Sampdoria adesso rispetto a quando ne era investitore, ma ha scelto di lasciare sostanzialmente per due ragioni
Non fa più parte del club da più di due anni, ma Andrea Radrizzani resta ancora vicino alla Sampdoria. Una prova è la sua presenza al Luigi Ferraris per la sfida contro la Juve Stabia di fine agosto 2026. Il suo legame con Joseph Tey e con la società che ha salvato insieme a Matteo Manfredi nel 2023 non sembra mai finito davvero. E lo dice Radrizzani stesso, in un’intervista a Calcio e Finanza:
La cosa particolare è che sono quasi più innamorato della Sampdoria oggi, rispetto ai giorni in cui ci lavoravo. Mi è rimasto questo amore dei tifosi della Sampdoria e quando vado allo stadio lo faccio proprio perché voglio vedere la curva, i colori, magari un giorno farò l’infiltrato tra i tifosi (ride, ndr). Quello che oggi rappresenta per me la Sampdoria è ancora forte, anche se non ho fatto niente di particolare per il club. Spero che un giorno ci sia la possibilità di restituire qualcosa, perché è un club pazzesco, speciale, e si merita il meglio. Si merita imprenditori e manager che riescano a riportarlo in Serie A
Resta però la vera domanda, a cui Radrizzani e nemmeno chi ha preso il suo posto hanno risposto. Perché l’investitore che, mettendoci 6 milioni di euro di tasca sua, ha salvato il club dal fallimento ha deciso dopo pochi mesi di andarsene senza dire nulla e in modo misterioso? Per la prima volta l’ex presidente del Leeds ha dato pubblicamente una risposta.
Sampdoria, coesistenza con Manfredi e motivi personali: le ragioni dell’addio di Radrizzani

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Sono sostanzialmente due i motivi di cui parla Radrizzani. Il primo è personale:
Mi sono reso conto che in primo luogo non riuscivo a fare quello che avrei voluto o che avevo fatto in altre situazioni. Anche perché io non ero lo stesso, non stavo bene dopo quello che mi era successo nei mesi precedenti. Stavo facendo questa cosa più per gli altri che per me. Mi sono reso conto di tutto questo e ho detto: «Non è la cosa giusta». Inoltre stavo sacrificando ancora tempo che avrei voluto dedicare a mio figlio, alla mia famiglia e non volevo farlo dopo sei anni in cui ero stato in giro per l’Inghilterra per molti weekend
La seconda ragione invece fa riferimento alla coesistenza con Matteo Manfredi, che ha creato una situazione poco chiara internamente alla Sampdoria. Troppe teste a comandare dunque, così Radrizzani si è fatto da parte:
La seconda è che fare le cose insieme a qualcun altro non fa per me. In azienda la democrazia non funziona, bisogna avere una leadership chiara. Quindi piuttosto che mandare in crisi una relazione buona con Manfredi, ho preferito fare un passo indietro e ne sono uscito totalmente dopo tre mesi. Poi è arrivato Joseph Tey che si è impegnato molto finanziariamente e gli auguro che abbia successo e di riportare la Sampdoria dove merita



