Sono già 26 le partite saltate per problemi muscolari e le recidive di Meijer, Ravanelli, Insigne ed Esposito alimentano i dubbi sullo staff
La sosta doveva servire a recuperare gli infortunati. La Sampdoria ripartirà invece ancora in emergenza. Venerdì ad Avellino Bernardo Corradi avrà, ancora una volta, gli uomini contati e in quel di Bogliasco è scattata una riflessione che coinvolge l’intero comparto medico: staff tecnico, area performance e area medica sono chiamati a fare il punto, con il ceo sport Jesper Fredberg in prima fila.
Perché se gli infortuni traumatici possono essere considerati solo sfortuna, le recidive raccontano un’altra storia. E quelle, alla Sampdoria, stanno diventando troppe.
Secondo quanto riportato dal Secolo XIX, sono già 26 le partite saltate per problemi muscolari tra campionato e Coppa Italia, senza considerare gli infortuni traumatici di Sekulov, Viti e Conti.
Ci sono poi i casi di Ravanelli, Insigne e Meijer, che sono stati alle prese con recidive, oltre a Esposito, fermato prima da un problema al bicipite femorale e poi nuovamente al soleo della stessa gamba dopo il rientro.
Meijer si è rifermato al retto femorale sinistro ed è volato in Olanda per curarsi. Esposito, appena rientrato contro il Catanzaro, è nuovamente ai box. Sinani, invece, ha riportato con il Lussemburgo un grave problema al ginocchio: la sua assenza potrebbe protrarsi per diversi mesi.
Ad Avellino, dunque, Corradi dovrà fare a meno di loro, oltre a Viti, Sekulov e Conti. Abildgaard sarà inoltre squalificato. Depaoli e Ravanelli sono invece vicini al rientro, ma dovranno essere gestiti con la massima cautela.
Il punto, ormai, non è più soltanto quanti giocatori siano indisponibili. La domanda è un’altra: perché continuano a fermarsi?
Sampdoria, è di nuovo emergenza infortuni: staff sotto esame, torna l’incubo dei tempi di Pirlo

Andrea Pirlo (allenatore Sampdoria) – Saluto
Verso Avellino-Sampdoria, emegenza infortuni: Bernardo Corradi ancora una volta con gli uomini contati. E quel parallelo con Pirlo…
LEGGI ANCHE Sampdoria, Bernardo Corradi riuscirà ad andare ai playoff? Ecco cosa dice l’Intelligenza Artificiale
È su questo che si concentra la riflessione interna. Sotto osservazione ci sono i metodi di lavoro, la gestione dei carichi, la prevenzione e, soprattutto, i percorsi che accompagnano i giocatori verso il ritorno all’attività agonistica. Nel confronto sono coinvolti il preparatore atletico Bertini, l’addetto al recupero Berselli, il medico sociale Aggio, il responsabile dei fisioterapisti Delfini e il direttore tecnico Ariaudo, al quale Fredberg ha affidato la costruzione degli staff.
C’è poi il tema del Return to Play, la figura specializzata nel percorso che porta un calciatore dalla riabilitazione al ritorno in campo. Un ruolo che oggi Berselli ricopre di fatto (adattato), ma senza una figura dedicata esclusivamente a questa funzione.
E andrà chiarito anche il rapporto con i professionisti esterni. Alcuni giocatori seguono programmi individuali e completano parte dei percorsi di recupero fuori da Bogliasco. Una scelta che può avere le proprie ragioni, ma che, quando le recidive aumentano, rende ancora più importante il coordinamento tra tutte le figure coinvolte.
È qui che torna inevitabilmente il paragone con la Sampdoria di Andrea Pirlo.
Anche nella stagione 2022/2023 l’infermeria finì per condizionare pesantemente l’inizio di stagione: panchine corte, giocatori da recuperare continuamente e un allenatore costretto a modificare formazione e strategie sulla base degli uomini realmente disponibili.
A pagare fu il medico sociale Bruno Massa, ma gli infortuni non si fermarono. Ed è proprio questa la lezione che oggi la società dovrebbe tenere presente: cambiare una singola figura non basta se il problema è strutturale.



