Terremoto nel calcio turco: all’indomani del ko contro l’Italia di Roberto Mancini in Nations League, il capo degli arbitri Ferhat Gündogdu finisce in manette con altre sei persone.
Il campo da gioco ha appena emesso i suoi verdetti in Nations League, ma fuori dal rettangolo verde la situazione in terra turca degenera in un vero e proprio terremoto giudiziario.
Proprio all’indomani della pesante sconfitta casalinga rimediata per mano dell’Italia guidata da Roberto Mancini, il calcio locale viene travolto da uno scandalo senza precedenti che scuote le fondamenta della federazione. Ferhat Gündogdu, presidente del Comitato centrale degli arbitri della Federazione calcistica turca, è stato infatti arrestato dalle autorità competenti nell’ambito di un’inchiesta di vasta portata.
La Turchia nella bufera dopo la sconfitta contro l’Italia
Turchia, scoppia lo scandalo arbitri. C’è un arresto eccellente
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Il provvedimento restrittivo non ha colpito soltanto il massimo dirigente dei fischietti turchi. Si è esteso anche al suo vice e ad altre cinque persone, portando a sette il totale complessivo dei sospettati finiti nel mirino della giustizia. L’operazione lampo è stata condotta simultaneamente in ben quattro province differenti del Paese, come confermato ufficialmente dall’agenzia di stampa Anadolu.
Una tempistica che si intreccia inevitabilmente con i riflettori internazionali accesi sul movimento calcistico nazionale. Gettando ombre pesanti sulla gestione e sulla trasparenza dei vertici federali. Mentre i tifosi continuano a discutere dei risultati maturati sul campo, la magistratura locale apre ufficialmente un vaso di Pandora che promette ulteriori e clamorosi risvolti nelle prossime ore.



