Luciano Zauri ripercorre le due annate da montagne russe alla Sampdoria, tra l’impresa inaspettata della qualificazione in Champions e la retrocessione amara l’anno dopo
Dalle stelle alle stalle. Difficile spiegare e trovare motivazioni a quel biennio della Sampdoria, in cui si è ritrovata dal competere per la Champions League al retrocedere in Serie B, con le lacrime di Angelo Palombo sotto la Sud. A ripensarci anche chi ha vissuto quelle emozioni in prima persona rivive il senso di montagne russe che ha portato i blucerchiati dal settimo cielo al baratro amaro.
Luciano Zauri ha vestito la maglia già bella del mondo proprio in quei due anni, dal 2009 al 2011. Veniva dalla Lazio e, proprio a Roma (ma contro i giallorossi) la Sampdoria vinse e strappò lo Scudetto agli uomini di Claudio Ranieri. Era la squadra di Gigi Delneri, ma soprattutto di Antonio Cassano e Giampaolo Pazzini.
Una squadra che ha saputo anche andare contro i pronostici trascinata dai nuovi gemelli del gol, come ricorda l’ex difensore alla Gazzetta dello Sport:
Il primo anno nessuno ci dava una lira, ma centrammo i preliminari di Champions grazie a Pazzini e Cassano. Inoltre togliemmo lo Scudetto alla Roma. Prima della partita mi informai per fare serata, ma dopo la vittoria chiesi di garantirci un po’ di sicurezza. Trovammo alcuni miei ex compagni della Lazio: ci abbracciarono
Sampdoria, Zauri e il biennio dalle stelle alle stalle con Pazzini e Cassano

Pazzini-Cassano-sampdoria
Ex Sampdoria, Luciano Zauri: il primo anno nessuno ci dava una lira. Retrocessione? Una coltellata… Il racconto
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La Sampdoria ai preliminari di Champions League ci è arrivata, anche se nessuno, dice Zauri, avrebbe scommesso su quella squadra. Poi i blucerchiati hanno perso con il Werder Brema e da lì tutto è precipitato. In particolare a causa delle cessioni dei due trascinatori dell’anno prima. Ed è stato un dolore enorme anche per Zauri:
L’anno dopo, purtroppo, retrocedemmo. Una coltellata, ma senza Pazzini e Cassano…



