Il rapporto tra Djokovic e il professor Adolfo Panfili è iniziato nel 2014, quando Nole si rivolse al dottore per alcuni problemi fisici
C’è un momento preciso nella carriera di Novak Djokovic in cui la cura del corpo diventa una parte ancora più importante del suo percorso. È il 2014, quando il campione serbo si affida al professor Adolfo Panfili, chirurgo ortopedico e specialista in ortopedia e traumatologia, medico che opera anche alla Spezia, iniziando un lavoro che va oltre il semplice trattamento del singolo problema fisico.
A raccontare questa storia è la Repubblica, che ripercorre il rapporto professionale tra il medico e uno dei più grandi tennisti della storia.
Panfili descrive Djokovic come un atleta particolarmente esigente con sé stesso, attento a ogni dettaglio e disposto a sottoporsi a valutazioni approfondite pur di comprendere fino in fondo il funzionamento del proprio corpo:
Djokovic è un atleta straordinario, estremamente rigoroso e perfezionista
Un approccio che, secondo il professore, ha reso possibile un rapporto professionale molto intenso:
Non si accontenta di una risposta superficiale: vuole capire, verificare e migliorare continuamente
Novak Djokovic, il medico che lo ha seguito nel 2014 è di La Spezia: chi è Adolfo Panfili
Tennis, Novak Djokovic si cura a… La Spezia. La storia
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È proprio l’attenzione ai dettagli a essere al centro del metodo di Panfili, che non si concentra soltanto sul sintomo ma cerca di valutare il corpo nel suo insieme. Il medico si paragona a un direttore d’orchestra, chiamato a conoscere l’intera partitura senza trascurare il ruolo dei singoli strumenti.
Il rapporto con Djokovic risale al 2014, quando il serbo si rivolse a Panfili per alcuni problemi fisici. Già allora il medico individuò una componente cervicale legata ai disturbi accusati dal tennista, compreso il problema al polso.
Da lì è nato un percorso più ampio, basato sulla valutazione dell’equilibrio fisico dell’atleta e su diversi strumenti, dalla riorganizzazione posturale alla chiropratica, dall’agopuntura all’integrazione nutrizionale, fino all’attenzione per il microbioma intestinale.
Una filosofia che Panfili ha racchiuso nel concetto di Juvenologia, applicato anche ad altri sportivi e fondato sull’idea di considerare il corpo come un sistema interconnesso, adattando il lavoro alle caratteristiche della singola persona.
Il percorso con Djokovic rappresenta così uno degli esempi più significativi di questo approccio: non soltanto intervenire sul problema, ma cercare di comprendere l’atleta nella sua globalità.
Ed è proprio di questo metodo che il professor Panfili parlerà alla Spezia, durante l’incontro dedicato a salute, longevità e nuovi approcci alla cura dell’organismo, portando anche l’esperienza maturata nel lavoro con atleti di alto livello come Djokovic.




