Pioggia di accuse nei confronti del Manchester City per le presunte violazioni al Fair Play Finanziario, una delle quali riguarderebbe anche Roberto Mancini
Roberto Mancini è tornato ad allenare la Nazionale italiana e ha ricevuto alcune critiche per come è andata la prima partita, persa in casa contro il Belgio. Ma il Mancio ha i riflettori puntati addosso anche per un altro motivo, che risale a svariati anni fa.
In particolare al quadriennio in cui ha allenato il Manchester City, dal 2009 al 2013, proprio il periodo in cui i Citizens hanno cominciato a finire sotto gli occhi della Premier League. Proprio il 2009 è l’anno in cui la squadra avrebbe iniziato a commettere le violazioni al Fair Play Finanziario di cui è accusato per un totale di 115 casi. E recentemente il club inglese è stato ritenuto colpevole di 114 di queste, nell’arco di 9 anni e quindi fino al 2018.
Manchester City, Mancini e il caso del doppio contratto

Caos Manchester City, coinvolto anche Roberto Mancini. La situazione
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Cosa c’entra Mancini? Il punto sta nel suo contratto. Che, secondo quanto rivelato dalla Gazzetta dello Sport, era stato studiato apposta per aggirare i paletti dei limiti di spesa finanziari. In pratica il contratto vero e proprio era da 1,6 milioni di euro all’anno. Ma poi ne aveva un altro in qualità di consulente della società Al Jazira, sempre controllata dal City Group.
Da questo altro club Mancini percepiva 2 milioni di euro a stagione per una consulenza di 4 giorni a settimana. Un fatto che ha acceso sospetti sul fatto che anche questo rapporto professionale fosse stato studiato ad hoc per aggirare il Fair Play Finanziario della Premier League. Nulla però è ancora definitivo e il Manchester City sta preparando le sue memorie difensive per respingere le accuse.



