Gli infortuni, la famiglia, la Sampdoria e la maglia azzurra: Gabbiadini ha ripercorso le tappe di una carriera chiusa in silenzio
Una carriera chiusa senza annunci, senza post sui social e senza proclami. Manolo Gabbiadini ha deciso di ritirarsi dal calcio il 24 dicembre 2025, a 34 anni, scegliendo ancora una volta di lasciare che fossero i fatti a parlare per lui. L’ex attaccante della Sampdoria, oggi a Dubai insieme alla famiglia, ha raccontato a Repubblica le ragioni della sua scelta, ripercorrendo una carriera vissuta tra Serie A, Serie B, Premier League, Champions ed Europa League, oltre alla Nazionale italiana.
Una decisione arrivata dopo gli ultimi anni condizionati dagli infortuni:
Sono sereno, gli ultimi due anni non avevo vissuto bene per i troppi infortuni. Mi dicevano che mi sarei annoiato e invece posso seguire meglio i bambini
ha raccontato Gabbiadini, che oggi dedica più tempo ai figli Tommaso e Nicolò.
Nessun messaggio per comunicare la fine della carriera. Una scelta perfettamente coerente con il suo carattere e con il modo in cui ha sempre vissuto il calcio: poco rumore, tanto lavoro.
Nel 2013 arriva alla Sampdoria dal Bologna. Un’esperienza importante, interrotta nel gennaio 2015 dal trasferimento al Napoli dopo sette gol in tredici partite.
Una scelta che rifarebbe senza esitazioni:
Certo, come fai a dire no a Napoli e mi volevano a tutti i costi e nei primi sei mesi feci un sacco di gol. La Sampdoria aveva trovato Muriel come sostituto, furono tutti contenti
Poi il Southampton, il gol decisivo per la salvezza e un’esperienza in Premier League. Fino al ritorno alla Sampdoria, il club a cui è rimasto maggiormente legato:
Silvio (il procuratore Pagliari) lo sapeva e mi ha accontentato. È stato fantastico, vivono il calcio in modo incredibile, il campionato più bello al mondo. Sono molto contento di quella esperienza. Sono poi tornato alla Sampdoria. Appena ha ricevuto la proposta, ho accettato, sapevo che sarei stato bene. Non ho avuto dubbi”
Ex Sampdoria, Manolo Gabbiadini spiega le ragione del suo ritiro: Gli ultimi due anni non avevo vissuto bene a causa degli infortuni

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Tra i rimpianti della carriera ce n’è uno che Gabbiadini indica senza esitazioni: la partita dell’Italia contro la Svezia, decisiva per la qualificazione al Mondiale:
Senza dubbio Italia-Svezia, perché è stata tosta da digerire, sarebbe stato bello segnare e portare l’Italia al mondiale nella gara decisiva. Dovevo fare qualcosa in più, non mi piace scaricare le colpe su altre persone. Ho saputo due giorni prima che sarei partito titolare, ma quando vesti l’azzurro devi essere sempre pronto, un minuto, dieci o novanta è lo stesso
Cinque anni dopo, però, sarebbe arrivata una nuova soddisfazione con la Nazionale. Il 23 settembre 2022, dopo il grave infortunio al ginocchio, Gabbiadini torna a vestire la maglia azzurra contro l’Inghilterra a San Siro, prima della partita in Ungheria:
Un ritorno inaspettato, sei mesi prima avevo subito l’infortunio al crociato del ginocchio, a volte è perfino difficile recuperare, e invece sono tornato con l’Italia, a San Siro, contro Inghilterra, e poi in Ungheria. Ero molto orgoglioso di questa chiamata, una soddisfazione



