Fabrizio Miccoli in un’intervista alla Gazzetta dello Sport ripercorre la sua carriera al Palermo e ricorda solo due momenti con amarezza, uno dei quali riguarda la Sampdoria
Oltre 100 goal in Serie A, la Champions League, la Nazionale. La carriera di Fabrizio Miccoli è stata costellata di gioie, con la consapevolezza che forse poteva ottenere anche di più per le sue doti tecniche. Ma l’attaccante di Nardò, ora proprietario di un club che porta il suo nome, non ha molti rimpianti. Due però bruciano ancora. E risalgono a quando giocava al Palermo.
Miccoli ha giocato in rosanero per sei stagioni, dal 2007 al 2013, quando la squadra siciliana pescava e sfornava continuamente talenti e competeva per posizioni di alta classifica in Serie A. Ed è proprio a quel periodo che risalgono i momenti che gli lasciano ancora amarezza. Uno dei quali gli ritorna come un flash con la maglia della Sampdoria.
Sampdoria, Miccoli e la sfida del Barbera nel 2010: se non mi fosso rotto il crociato…

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Non poteva che essere la partita del 9 maggio 2010 uno dei due episodi per cui Miccoli mastica amaro. Quella sfida che ancora ha lasciato un brutto ricordo per i palermitani e che invece ha visto esultare i sampdoriani, perché al Barbera ci si giocava la qualificazione in Champions League. E l’1-1, firmato su rigore sia dallo stesso Miccoli sia da Giampaolo Pazzini, ha fatto festeggiare i blucerchiati.
In un’intervista alla Gazzetta dello Sport l’ex attaccante del Palermo ha detto che
La partita con la Sampdoria pareggiata a maggio 2010, se non mi fossi rotto il crociato avremmo vinto e saremmo andati in Champions. Poi la finale di Coppa Italia persa con l’Inter nel 2011: Delio Rossi non mi ha mai detto perché mi fece partire dalla panchina



