Emergono nuovi dettagli sulla scelta di Bernardo Corradi per la panchina della Sampdoria, ecco perché l’allenatore ha superato tutti i concorrenti nel casting di Jesper Fredberg
Bernardo Corradi ha vinto contro il Catanzaro e si tiene la panchina della Sampdoria. Anche se in realtà, almeno da quanto fatto filtrare, Jesper Fredberg aveva già deciso di confermarlo dopo il Mantova, nonostante la sconfitta. Il Ceo ha voluto difendere la scelta del tecnico fatta in estate, arrivata alla fine di un casting durato un mese.
Nel quale tanti nomi si sono avvicendati sul taccuino della dirigenza blucerchiata. Tante telefonate e qualche incontro, per profili sia italiani sia stranieri. Molto vicini a diventare allenatori della Sampdoria sono stati Davide Possanzini e Fabio Pecchia, mentre Paolo Zanetti e Ryan Mason sono stati tenuti in considerazione a lungo. Un sondaggio è stato fatto anche con Claudio Ranieri.
Ma alla fine per ragioni diverse (economiche e staff tecnico per esempio) nessuno di loro ha ereditato la panchina di Attilio Lombardo. Fino a Bernardo Corradi.
Sampdoria, dallo staff ridotto alla lingua inglese: ecco come Corradi ha convinto Fredberg

Panchina Sampdoria, il lungo casting di Jesper Fredberg: cosa ha portato alla scelta di Bernardo Corradi
Perché proprio la scelta di un allenatore esordiente? Il Secolo XIX riporta che Fredberg ha deciso di puntare su di lui perché ha giocato all’estero e parla bene l’inglese, un fattore determinante per una Sampdoria internazionale anche nella rosa, oltre che in società. In più Corradi ha lavorato coi giovani, criterio che il club riteneva importante. Anche se poi il calciomercato ha portato molti più giocatori vicini ai 30 che ai 20 anni.
Infine lo staff tecnico, tasto abbastanza spinoso per i profili valutati. In quanto nuovo allenatore alla prima esperienza professionistica, Corradi avrebbe portato solamente due membri, che sono Massimo Mutarelli e Stefano Fiore. Gli altri sono tutti scelte della società, di Lorenzo Ariaudo in primis. Per cui la squadra tecnica snella era un altro fattore importante che altri allenatori non potevano garantire.



