Il regolatore della Carolina del Sud ha chiesto l’intervento del tribunale su due compagnie del gruppo A-Cap
Ancora problemi per A-Cap, il gruppo americano che possiede una fetta del Genoa. Come riporta Calcio e Finanza, negli Stati Uniti il regolatore della Carolina del Sud ha chiesto l’intervento di un tribunale su due compagnie assicurative del gruppo, sostenendo che siano in una situazione «finanziariamente pericolosa».
In pratica, il regolatore vuole metterle sotto il proprio controllo per analizzare i conti da vicino. Non è ancora una dichiarazione di fallimento: è un intervento d’urgenza, per capire quanto siano davvero solide e intervenire prima che peggiori.
Dietro tutto c’è ancora il crac di 777 Partners, il fondo americano che in passato aveva investito in molte squadre del calcio europeo, Genoa compreso. Secondo Bloomberg, A-Cap vanta crediti per quasi 1,3 miliardi di dollari verso 777 e le sue società collegate. Tanti soldi che, dopo il fallimento di 777, rischia di non rivedere più.
Il regolatore accusa le due compagnie di aver gonfiato il valore di alcuni asset e di non aver detto tutto su certi investimenti fatti con società legate al gruppo. Il timore è soprattutto per i clienti, in gran parte anziani, che hanno comprato rendite e prodotti assicurativi.
I numeri citati fanno paura: nella prima metà del 2026 il capitale di una delle compagnie è calato del 42%, e i clienti hanno ritirato circa 463 milioni di dollari di rendite.
In più, secondo il regolatore, quasi un terzo degli investimenti era in strumenti rischiosi e senza rating — molto oltre i limiti consentiti.
A-Cap respinge tutto: afferma che le accuse sono false e che l’azienda ha sempre rispettato i suoi obblighi verso gli assicurati.
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A-Cap possiede il 23% del Genoa, la quota che era di 777 Partners. Ma quelle azioni sono bloccate: nel giugno 2026 il Tribunale di Genova ha respinto il ricorso di A-Cap contro l’aumento di capitale che nel dicembre 2024 aveva portato Dan Șucu al comando del club. Quel 23%, valutato circa 28,1 milioni di euro, è quindi sotto sequestro, affidato a un custode nominato dal tribunale.
Per il Genoa significa una cosa semplice: quella fetta di club resta congelata, in attesa che il contenzioso si chiuda. E ora la grana americana aggiunge un’altra tegola a tutta la vicenda.
Ora bisogna capire se il tribunale della Carolina del Sud accoglierà la richiesta.
Il punto chiave: non è un fallimento dichiarato, ma un regolatore che non si fida più delle rassicurazioni ricevute e vuole vedere i conti dall’interno. Per A-Cap è il momento più delicato. Per il Genoa, un motivo in più per chiudere in fretta il capitolo di quella quota.



