Il club blucerchiato ha chiesto alla Sport Spettacolo Holding la restituzione di circa 7,5 milioni legati ai diritti tv della Serie A
C’è una questione che sta scaldando parecchio gli uffici di Bogliasco. La Sampdoria ha chiesto formalmente indietro una cifra vicina ai sette milioni di euro alla Ssh (Sport Spettacolo Holding), la società che fino a poco tempo fa controllava il club e che fa riferimento all’ex presidente Massimo Ferrero. Al momento, riporta Il Secolo XIX, quei soldi non risultano ancora versati. E la strada sembra portare dritta verso un nuovo scontro legale.
Tutto parte da una vicenda che con il calcio giocato ha poco a che fare: una causa della Lega Serie A contro alcuni broadcaster, accusati di essersi messi d’accordo tra il 2008 e il 2018 per abbassare il valore dei diritti tv internazionali del campionato. Un cartello, insomma, che avrebbe danneggiato i club italiani per un decennio.
La vicenda si è chiusa con un accordo: 300 milioni di euro, distribuiti dalla Lega tra le trenta squadre che in quegli anni hanno giocato in Serie A. Alla Sampdoria è toccata una fetta da 11,2 milioni, arrivata in due tranche sul conto di Ssh: 7,5 milioni a fine maggio, altri 3,7 a fine giugno.
Sampdoria-Ferrero, nuova sfida legale: il club rivuole 7,5 milioni

Sampdoria, Joseph Tey fa causa a Massimo Ferrero. Il motivo
Per capire perché questi soldi siano finiti sul conto di Ssh e non su quello della Sampdoria, bisogna tornare al giugno 2023, il momento in cui il club blucerchiato rischiava seriamente il fallimento. In quel frangente Ssh vantava crediti verso la Samp, e Matteo Manfredi, per saldarli, scelse di cedere alla holding anche i cosiddetti “diritti litigiosi” legati proprio a quella causa sui diritti tv — oltre a una quota sui proventi del calciomercato.
Una cessione fatta praticamente al buio: all’epoca nessuno sapeva come sarebbe finita la causa, né quanto la Lega avrebbe effettivamente incassato. Circolavano solo previsioni pessimistiche e tempi lunghissimi. Quell’accordo è stato poi confermato, con alcune modifiche, sia nella transazione del maggio 2024 sia nel closing memorandum del settembre 2024.
Nel frattempo, il club di Joseph Tey ha versato a Ssh circa 3,5 milioni complessivi, cifra che comprende anche 104mila euro di spese condominiali della vecchia sede di Corte Lambruschini. Secondo la Sampdoria, quella somma chiude ogni debito con la vecchia proprietà. Tutto il resto — i sette milioni e passa arrivati dall’accordo sui diritti tv — sarebbe quindi un’eccedenza senza alcuna giustificazione.
Il punto legale su cui si giocherà tutto è uno solo: gli accordi firmati specificavano che Ssh avrebbe incassato solo la quota di quei diritti necessaria a coprire i crediti vantati verso la Samp? Oppure no? Dalla risposta dipende l’esito della vicenda.
Sette milioni per la Samp sono tanti
Chiariamo un aspetto: questi fondi, anche se recuperati da Ssh, non finirebbero nelle tasche personali di Ferrero, ma servirebbero a pagare i creditori della holding. Per la Sampdoria, però, la questione resta pesante: sette milioni equivalgono grosso modo a un terzo del monte ingaggi della squadra per la stagione in corso.



