Tey è pronto a prendere il posto di De Gennaro, ma il nuovo corso passa prima dal sì degli istituti di credito
La Sampdoria si avvicina a una nuova svolta societaria. Come riporta il Secolo XIX, Joseph Tey è sempre più vicino ad assumere la presidenza del club, ma prima di completare il passaggio ai vertici della società bisogna attendere il via libera degli istituti di credito. È infatti ancora atteso il cosiddetto “waiver”, il consenso delle banche creditrici necessario per consentire al nuovo assetto proprietario di mantenere in vigore gli accordi finanziari sottoscritti negli anni scorsi.
La questione nasce dalla clausola di “change of control” prevista negli accordi di ristrutturazione del debito. Le dimissioni di Matteo Manfredi, indotte lo scorso 24 aprile, hanno di fatto attivato quella clausola: in caso di mancato gradimento del nuovo assetto azionario, le banche avrebbero la possibilità di interrompere gli accordi e chiedere alla Sampdoria la restituzione immediata dei crediti.
Si tratta di un passaggio particolarmente delicato per il club. Secondo quanto riportato nel bilancio 2025, la parte più consistente degli accordi finanziari arriverebbe alla naturale scadenza il 31 dicembre 2043, con rimborso in un’unica soluzione, secondo il meccanismo del cosiddetto “bullet”. Senza il waiver, Tey dovrebbe quindi affrontare nelle prossime settimane un esborso di circa 30 milioni di euro, pari a circa la metà dell’esposizione complessiva prevista nell’ambito dell’accordo di ristrutturazione del credito omologato dal Tribunale di Genova.
Gli istituti coinvolti sono Sistema, Macquarie e Progetto, in qualità di creditori chirografari, BPER e Credito Sportivo per la parte dei crediti ipotecari e soprattutto Sace, che ha svolto il ruolo di garante per gli altri istituti ed è quindi creditore privilegiato. Sace è una società controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, rendendo il passaggio ancora più rilevante sotto il profilo finanziario.
Sampdoria, Tey verso la presidenza: ora il nodo è il via libera delle banche

Joseph Tey Wei Jin (azionista Sampdoria)-Francesco De Gennaro (presidente Sampdoria)
Sampdoria, il Secolo XIX: Joseph Tey vuole il ruolo di presidente di Francesco De Gennaro. Lo scenario
LEGGI ANCHE Sampdoria, Matteo Monforte se la prende con Pupazzo di neve, Lauritsen e Bernado Corradi…
Tey punta ora a conservare quegli accordi senza dover procedere al rimborso anticipato. Le banche, al momento, non avrebbero ancora assunto una decisione definitiva, ma i tempi sono ormai stretti.
Parallelamente, prende forma il nuovo consiglio di amministrazione. L’ipotesi è quella di vedere Joseph Tey alla presidenza, con le conferme dell’amministratore delegato Jesper Fredberg e di Claudio Morelli. Potrebbe inoltre entrare nel board Nathan Walker, plenipotenziario di Tey, mentre appare possibile l’uscita di Ting Yong Tan, l’altro rappresentante singaporiano attualmente presente nell’organigramma.
Più incerta è invece la posizione dell’attuale presidente Francesco De Gennaro. Il legale è uno dei due superstiti, insieme al direttore operativo Alberto Bosco, del gruppo di dirigenti che aveva avuto un ruolo nella gestione della crisi finanziaria del 2023. Nel frattempo, gli altri protagonisti di quella fase sono progressivamente usciti di scena: Matteo Manfredi, Marco Lanna, Gianni Panconi e Antonio Romei.
Lo statuto della Sampdoria stabilisce che il consiglio di amministrazione possa essere composto da un minimo di cinque e un massimo di tredici membri. Dopo l’uscita di Manfredi non è inoltre più possibile procedere semplicemente per cooptazione: per modificare il vertice sarà quindi necessario convocare l’assemblea.
Se l’operazione dovesse completarsi, Tey diventerebbe il ventiduesimo presidente della storia della Sampdoria e il quinto dal 2021, dopo Massimo Ferrero, Marco Lanna, Matteo Manfredi e Francesco De Gennaro.



