La sindaca difende la scelta di lasciare il Ferraris nelle mani pubbliche, mentre l’opposizione mette nel mirino garanzie finanziarie
Il futuro del Luigi Ferraris è sempre più vicino a una svolta, ma il progetto divide la politica genovese. Come riporta il Secolo XIX, la commissione consiliare ha esaminato la delibera che prevede la costituzione di un diritto di superficie fino a 90 anni sullo stadio, su Villa Musso Piantelli e sulle aree pertinenziali. Martedì il provvedimento arriverà in Consiglio comunale.
La sindaca Silvia Salis ha ribadito un punto centrale: il Ferraris resterà pubblico. Il Comune non venderà lo stadio, ma lo concederà attraverso una gara al soggetto che realizzerà la riqualificazione e ne garantirà gestione e manutenzione. Il progetto di Genova Stadium, società formata da Genoa e Sampdoria e al momento possibile unica concorrente, prevede un investimento di 108 milioni di euro, senza un finanziamento diretto da parte del Comune.
La concessione durerà al massimo 90 anni: i primi 50 saranno gratuiti, mentre dal 51° anno è previsto un canone che partirà da 1,29 milioni di euro annui, aumentando negli anni successivi.
Il Comune avrà inoltre a disposizione gratuitamente lo stadio per 20 giorni all’anno per organizzare eventi. Salis ha ricordato, come esempio, le tre serate di Olly ospitate quest’estate al Ferraris.
Nuovo Luigi Ferraris, Silvia Salis non arretra: lo stadio resterà pubblico

Silvia Salis (sindaca Comune di Genova)
Nuovo Luigi Ferraris, è scontro tra Silvia Salis e l’opposizione sul progetto stadio. Tutti i dettagli
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Il bando dovrebbe essere pubblicato a fine novembre e resterà aperto per 60 giorni. Entro il 31 marzo 2027 dovrà essere completata l’aggiudicazione. Una volta iniziati i lavori, questi dovranno terminare entro quattro anni, con lo stadio pronto 12 mesi prima dell’inizio della manifestazione. Sono le tempistiche necessarie per mantenere Genova in corsa per gli Europei 2032.
Chi realizzerà l’opera avrà anche precisi obblighi di gestione e manutenzione: in caso di inadempienze, il bene potrà tornare nella piena disponibilità del Comune.
L’opposizione, però, solleva dubbi soprattutto sulle garanzie finanziarie. Pietro Piciocchi, capogruppo di Vince Genova, sostiene che nella convenzione il Comune sarebbe il garante ultimo dei debiti delle società verso le banche, legati a un finanziamento previsto da 50 milioni di euro. Contestata anche la verifica della bancabilità, prevista entro 18 mesi dall’aggiudicazione: un eventuale aumento dei tassi d’interesse, secondo Piciocchi, potrebbe ricadere su Palazzo Tursi.
Critiche arrivano anche sulla capienza, destinata a diminuire di circa 1.600 posti dopo i lavori.
Sul fronte commerciale, la Lega, con Paola Bordilli e Alessio Bevilacqua, contesta invece le tutele per i commercianti di Marassi e accusa l’amministrazione di aver portato avanti l’operazione troppo rapidamente. Il Comune ha precisato che dentro lo stadio non potranno aprire supermercati, ma soltanto tre medie superfici di vendita legate allo sport. Per la Lega, però, si tratta di norme già previste dal Piano urbanistico comunale. I consiglieri annunciano quindi la presentazione in Consiglio di documenti per contestare l’operazione.



