Tanti svincolati, pochi investimenti sui cartellini e un monte ingaggi pesante: è stata questa la strategia di Joseph Tey
Il calciomercato estivo della Sampdoria si è chiuso con 13 nuovi innesti (escluso riscatto di Begic), ma soprattutto con una fotografia molto chiara della strategia adottata dalla proprietà: pochi soldi investiti sui cartellini, molti di più destinati agli ingaggi.
Come riferisce il Secolo XIX, per i cinque giocatori acquistati a titolo definitivo sono stati spesi complessivamente circa 2 milioni di euro: 1,1 milioni per Begic, 250 mila euro per Ravanelli, 250 mila per Viti e 400 mila per Meijer, mentre Massolo è arrivato a parametro zero. A questi si aggiungono sei svincolati e tre prestiti, a conferma di una politica che ha privilegiato le opportunità a zero rispetto agli investimenti sui cartellini.
Calciomercato Sampdoria, spesi solo 2 milioni per i cartellini dei giocatori
Calciomercato Sampdoria, il Secolo XIX: ecco quanto ha speso Joseph Tey. La cifra
I 13 nuovi arrivati costano alla Sampdoria circa 9 milioni di euro lordi di ingaggi per una sola stagione, con quattro giocatori che superano il milione, sempre al lordo. È proprio sugli stipendi che Joseph Tey ha concentrato la parte più consistente dell’investimento.
La società ha puntato spesso su giocatori di qualità, esperienza e curriculum, per la maggior parte stranieri, ma in diversi casi si tratta di profili arrivati da svincolati, reduci quindi da periodi di inattività o comunque chiamati a ritrovare la migliore condizione fisica. È una strategia che presenta inevitabilmente una componente di rischio.
Ed è qui che emerge la domanda delle domande: perché spendere così tanto sugli stipendi e così poco sui cartellini? Una scelta precisa, evidentemente, ma difficile da comprendere fino in fondo, soprattutto considerando gli obiettivi dichiarati. Il mistero resta.



