La Sampdoria e i suoi tifosi aspettano ancora: Salvatore Esposito. L’analisi de Il Secolo XIX non è troppo diversa dalla nostra…
Cosa si aspetta Bernardo Corradi da Salvatore Esposito glielo ribadisce ogni santo giorno al campo, sul campo. Che sia nel verde di Temù o nel giardino di Bogliasco. Idem a Parma, poi a Bolzano. Sempre le stesse richieste. Da lui ci si aspetta tanto. Da lui si vuole di più.
E quando si chiede di più a uno come Salvatore Esposito è perché si conosce il suo reale valore. Si conosce quello che potrebbe dare ma che oggetivamente. non è riuscito ancora a dare e a fare in mezzo al campo…
Un’analisi che spesso ho fatto anch’io e che oggi condivide anche Paolo Giampieri. Un’analisi che ricorda anche stiamo parlando di un investimento, uno dei pochi, fatto dal club di Matteo Manfredi, su precisa indicazione di Andrea Mancini, sempre con i soldi di Joseph Tey. Contratto lungo, fino al 2030 e stipendio da top-player, 700 mila euro netti a stagione. Non ci sarebbe nulla di male se in campo facesse quello che abbiamo visto per un anno a Spezia. Si, un anno solo, purtroppo.
Sampdoria, mancano le giocate di Salvatore Esposito

Sampdoria, Il Secolo XIX: Salvatore Esposito vive un’altra serataccia! Cosa succede? L’analisi
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Il Secolo XIX lo punzecchia sul rigore calciato a mezza altezza, sui continui passaggi troppo semplici per uno come lui. Per le poche giocate da regista, nessuna invenzione, nessuna accelerazione. Anche se a dire il vero qualcosa di tutto questo si è visto, soprattutto nel 4-4-2 finale.
Certo pesano gli errori. Quello dagli undici metri e quello sul 2-0 finale.
Cosa fare con lui? Insistere, insistere e insistere ancora. Poi se il mercato regalerà un’alternativa ben venga…



